BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Il governo tedesco rifiuta la cooperazione con la Cina in Africa!”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Come sempre, tutto il mondo ‘europeo’ segue Germania e Francia, e cioè le due Nazioni con dirigenti più ‘arretrati’ e sostanzialmente… ‘stupidi’ di tutto il continente. Benché i vertici internazionali, come il recente G7 di Biarritz, proclamino ogni volta un “partenariato su basi paritarie con l’Africa”, dall’Europa non proviene alcun vero impulso per lanciare un programma d’urto per lo sviluppo agricolo, industriale e infrastrutturale nei Paesi africani. Per contro, nel 2015 la Cina, decisamente più moderna e dinamica dei vecchi Stati europei, si è impegnata a finanziare progetti per 60 miliardi di dollari da lanciare o realizzare nel periodo 2018-2021. Benché Pechino abbia ripetutamente cercato la cooperazione con l’Europa su tali progetti, incredibilmente non ha registrato alcuna reazione costruttiva.
La Germania non è un’eccezione; anzi: Berlino applica pedissequamente gli ordini impartiti ai piani alti dei nuovi interessi coloniali. Il governo della Merkel ha appena ribadito la propria posizione in una lunga risposta all’interrogazione del parlamentare di opposizione Dietmar Friedhoff, responsabile della politica africana dell’AfD. Friedhoff ha chiesto quali possibilità vi siano che le PMI tedesche possano partecipare a progetti trilaterali con la Cina per sviluppare l’Africa nel contesto della ‘Belt and Road Initiative’. Il Ministero della Cooperazione Economica (MZE) ha risposto che la politica di cooperazione tedesca “si basa sui valori” ed è vincolata al “rispetto dei diritti umani, alla democrazia e allo stato di diritto”, in conformità con l’Agenda 2030 del governo, che fa della “sostenibilità lo scopo di ogni sviluppo”.
La politica di sviluppo della Cina, al contrario, è collegata a “commercio, investimenti e promozione degli scambi con l’estero”, afferma la risposta del MZE. Perciò il governo tedesco “guarda criticamente alla mancanza [cinese] di rispetto degli standard internazionali, di trasparenza, di garanzia dei diritti umani, come pure alla creazione di dipendenze tramite ingenti prestiti statali a ‘partner’ già sovraindebitati”. Qualsiasi cooperazione con la Cina nello sviluppo economico, continua, dovrebbe mirare a “plasmare congiuntamente lo sviluppo sostenibile globale, in particolare per quanto riguarda la protezione dell’ambiente e del clima”. Il MZE inoltre afferma che “attualmente non è in corso alcun progetto di sviluppo trilaterale o regionale con la Cina”.
Alla domanda se il governo promuova il supporto di ‘know-how’ e tecnologia tedesca alla politica del nucleare civile cinese in Africa, la risposta è un laconico “non viene fornito alcun supporto”! E, per giunta, Berlino non può valutare l’efficacia della ‘Nuova Via della Seta in Africa’ perché, sostiene, non dispone di alcuna informazione sui progetti!In linea con l’orientamento delineato in questa risposta, la politica africana della Germania è limitata a piccoli, ed anzi modestissimi progetti di energia rinnovabile eseguiti a livello locale, dando la priorità ai Paesi africani che possono aiutare a frenare il flusso dei profughi. Il mondo, come sostengo da sempre, sta cambiando radicalmente, salvo naturalmente l’Europa!

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