BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Al mondo servono 10.000 GW di produzione energetica entro il 2045”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Secondo uno studio fatto circolare recentemente dal “LaRouche Political Action Committee” (LPAC), il mondo ha forte bisogno di aumentare e non di eliminare la capacità di energia da idrocarburi, se vorremo sconfiggere la povertà nel mondo entro il 2045. Entro quella data, LPAC calcola che sarà necessaria una capacità produttiva globale di 10.000 GW. Per intenderci e coinvolgendo anche noi che non siamo ‘tecnici’ in questo settore, questo obiettivo può essere raggiunto solo espandendo le capacità dell’energia nucleare, del carbone e del gas. “Stando all’Agenzia Internazionale per l’Energia, un settimo della popolazione mondiale, 1,1 miliardi di persone, non ha ancora accesso all’elettricità!
Se esaminiamo questo dato ripartito tra le nazioni, vi sono 3 miliardi di persone in 34 nazioni con livelli infimi di consumo di energia, meno di 100 watt pro capite. Entro il 2045 queste 34 nazioni avranno 4,5 miliardi di persone”, osserva LPAC. Se vogliamo raggiungere in queste Nazioni gli stessi obiettivi raggiunti dalla Cina per liberare la propria popolazione dalla povertà, dovremo applicare lo stesso tasso di crescita dei consumi energetici ‘pro capite’ che ha fatto registrare la Cina dal 1990 al 2015.
Questo significa aumentare di otto volte la produzione e il consumo di energia. Significa una produzione addizionale di energia di 2000 GW entro il 2045. E questo obiettivo è ancora lontano da quello che sarebbe necessario a livello globale. Gli esperti di LPAC sono giunti alla conclusione che un’espansione della produzione elettronucleare è necessaria ma non sarebbe sufficiente. Criticano quindi coloro che sostengono l’uso del nucleare come modo efficiente per “decarbonizzare” l’economia, ovvero per sostituire la produzione energetica basata sul carbone e sul gas.
Si chiedono polemicamente: “Che cosa è più importante nei prossimi 25 anni? Usare il nucleare per sostituire 1.500 GW di impianti esistenti di carbone e gas naturale, o usare il nucleare per fornire 2.000 GW di energia addizionale per i Paesi più poveri sul pianeta? Attualmente non abbiamo la capacità produttiva di fare né l’uno né l’altro, tanto meno entrambe le cose”. Se non si raggiungerà in pratica l’obiettivo di 10.000 GW di produzione energetica entro il 2045 la conseguenza sarà il genocidio, LPAC ammonisce. Facciamo dunque molta attenzione perché i nostri figli ed i nostri nipoti non saranno di certo disposti a… ‘scusarci’!

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