BI24_FLASH_ARTE. i numeri della mostra “Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli”: quasi 4.000 visitatori

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(c.s.) Si dividono a metà circa i visitatori, tra i biellesi e quelli venuti da fuori, da città e regioni italiane come Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Liguria, Triveneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Molti anche dall’estero Svizzera, Francia e Germania in primis; 3.800 i visitatori con biglietto di cui circa 900 con l’abbonamento Torino Musei. Sono più di 10 i gruppi organizzati che hanno raggiunto Biella per vedere la mostra.
Negli stessi luoghi che hanno ospitato le tre sedi della mostra gli enti promotori hanno organizzato rassegne di incontri che complessivamente hanno coinvolto 1.650 persone: il “FestivaLungo per il Rinascimento Biellese” del Centro Studi Generazioni e Luoghi, gli “Incontri del Lunedì” e le “Passeggiate nella storia” di UPBeduca, i percorsi di formazione della Rete Museale Biellese, la didattica rivolta alle scuole del Comitato Sebastiano Ferrero e del Museo del Territorio Biellese, un educational rivolto agli insegnanti del Liceo Avogadro di Biella, le conferenze della Bibilioteca Civica di Biella, a cui si aggiungono le presentazioni a Torino (Circolo dei Lettori e Centro Studi Piemontesi) e a Milano (Museo Poldi Pezzoli).
In più di 130 hanno partecipato inoltre alle serate teatrali realizzate in collaborazione con Storie di Piazza dal titolo “Nel tempo e nei luoghi di Sebastiano”. In questa occasione sono inoltre stati selezionati 7 attori su un cast di 30 circa che hanno messo in scena altrettante figure storiche per inquadrare meglio la storia di Biella nel ‘500; 3 i fotografi coinvolti nella mostra realizzata in collaborazione con la Fondazione Modena Fotografia. Molti di questi materiali saranno usati per allestimenti permanenti nei luoghi di Sebastiano.
Circa 40 sono stati gli operatori di varie professionalità coinvolti per le realizzazione della mostra nei suoi vari ambiti (allestimenti, comunicazione, video istallazioni, segreteria e coordinamento, restauri). Per la mostra “Il Rinascimento a Biella” sono state svolte 1186 ore di Alternanza Scuola Lavoro a cura dell’Istituto Eugenio Bona Turistico (3a I) e Liceo Scientifico A. Avogadro Scienze Umane (diverse classi) con la partecipazione di 28 studenti. L’attività formativa riguardava l’accoglienza ai visitatori e la guardiania nelle sale espositive.
UPBeduca inoltre ha organizzato con 15 docenti professionisti un corso per i “Volontari della Cultura” nell’ambito dell’Università di Strada, e frequentato da una settantina di persone per un totale di 36 ore di formazione. Per la mostra sono stati prodotti oltre ai materiali di promozione, 1 catalogo, 1 guida che sta uscendo in questi giorni sull’Itinerario di visita permanente sui luoghi del Rinascimento biellese e una cartellonista collegata.
Il riconoscimento della comunità degli esperti (al di là dei molti, circa 15, ricercatori che hanno contribuito alla realizzazione del prezioso catalogo) è significativo: da quello di un personaggio pubblico come Vittorio Sgarbi a quello di figure che da decenni hanno ruoli importanti nell’ambito della tutela dei beni culturali in Italia fino al mondo accademico torinese, lombardo e milanese e a quello dei collezionisti privati. A visitare la mostra e a giudicarla con entusiasmo si sono susseguiti Lilliana Pittarello, architetto e ex sovrintendente in varie regioni italiane, Stefano Trucco, presidente del Centro Conservazione e Restauro della Venaria; molti gli storici e gli storici dell’arte: da Firenze Giorgio Bonsanti, Andrea De Marchi e Paolo Benassai, da Milano Edoardo Villata, Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa; dal Piemonte Alice Raviola Blythe, Alessandro Morandotti, Francesco Gonzalez, da Varese Andrea Spiriti, Laura Facchin e Massimiliano Ferrario. A questi si aggiungono tutti gli altri che hanno visitato la mostra senza un rappoto diretto con gli organizzatori.

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