BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Le banche centrali allargano l’area dei tassi negativi…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Facciamo molta attenzione perché ne va dei nostri risparmi! Attualmente, un terzo del debito sovrano e il 15% del mercato obbligazionario totale (per un valore di quasi 17 mila miliardi di dollari) è trattato a tassi negativi. Queste cifre sono tuttavia purtroppo destinate ad aumentare, dato che le banche centrali hanno deciso di rilanciare l’espansione monetaria con nuove riduzioni del costo del denaro e un nuovo giro di acquisto titoli sul mercato per evitare una crisi di liquidità. Questo approccio è tanto irrazionale quanto futile, perché distruggerà il sistema nel tentativo di evitarne l’insolvenza. In un’intervista per il ‘Wall Street Journal’, il membro del Consiglio della BCE Olli Rehn ha dichiarato che l’istituto di Francoforte deve superare le aspettative del mercato sui tassi e sul “Quantitative Easing” per ottenere qualche effetto.
In tal modo ha messo un’ipoteca sulle decisioni da prendere il 12 settembre, che, se non andranno oltre le aspettative, secondo gli analisti provocheranno un crollo dei mercati. Rehn è considerato un “falco” e vicino al presidente della Bundesbank Jens Weidmann: le sue dichiarazioni vengono perciò viste come una reazione al rallentamento dell’economia tedesca ma ancor più alla crisi di ‘Deutsche Bank’ e di ‘Commerzbank’. Il 17 agosto, le azioni di ‘Deutsche Bank’ hanno toccato un nuovo minimo storico, pari a 5,8 Euro. La capitalizzazione di mercato dell’ex megabanca e oggi di 12 miliardi, a fronte di 22 miliardi di soli derivati in bilancio. La “Bad Bank” che i ‘manager’ vorrebbero costituire dovrebbe assorbire titoli per sette volte il capitale. Un solo numero, tuttavia, basta a indicare lo stato fallimentare di ‘Deutsche Bank’; si tratta della cedola offerta sui ‘bond’ subordinati: 13,5%. Quanto a ‘Commerzbank’, il suo capitale e sceso al di sotto dei 6 miliardi.
Negli Stati Uniti, dove i rendimenti dei titoli trentennali del Tesoro sono già al minimo storico, cresce la pressione sulla ‘Federal Reserve’ per adottare una serie di riduzione dei tassi o annunciarne una drammatica alla prossima riunione del consiglio. La politica dei tassi negativi e un’altra forma di inflazione, poiché chi si indebita ripaga meno di quanto ha preso in prestito. Uno studio dello ‘staff’ del FMI rilasciato lo scorso febbraio discuteva i limiti di tale politica e suggeriva, per evitare che i clienti ritirassero il denaro dalle banche, di deprezzare anche il denaro fisico. Lo studio concludeva che il sistema sarebbe tecnicamente fattibile ma richiederebbe un quadro giuridico appropriato. In sintesi, ci fanno diventare… matti! Un tempo le banche sapevano offrire garanzie precise ed affidabili ai risparmiatori. Oggi, malauguratamente, non più!

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