BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Claudia Pieri, Paolo Girardi: “La legittima difesa, il caso di Monterotondo ed il buonismo…”

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_Claudia Pieri, Paolo Girardi
Dopo la modifica della legge sulla legittima difesa (e fermo restando il fatto che tutto può accadere, ivi compresa la sua revoca e/o comunque la modifica della normativa oggi ancora vigente), avremmo già un primissimo caso sul quale i magistrati dovrebbero riflettere e lavorare sodo. Recentemente, infatti, e precisamente a Monterotondo, un ventinovenne, figlio di un noto studioso, ha sparato a un gruppettino di ladri che si erano introdotti nella propria casa di civile abitazione. Poco tempo dopo un ragazzo sedicenne è stato lasciato da un’auto dinnanzi al Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli a Roma con gravi ferite da arma da fuoco in prossimità dell’addome.
I due episodi erano evidentemente ed anzi certamente collegati. Senza in alcun modo cedere al cosiddetto ‘buonismo’, noi riteniamo assolutamente degno di comprensione e quindi sacrosanto il ‘diritto alla difesa’, che preferiamo definire ‘più che legittimo’ e addirittura quasi… ‘doveroso’! Se una persona entra in casa nostra, per di più forzando
porte e/o finestre, non lo fa mai con buone intenzioni, ma con l’evidente intenzione di delinquere e, spesso, con gravissimi rischi per coloro che abitavano e abitano l’alloggio.
Un gesto di tal fatta e cioè il reato relativo, crea paura e spesso addirittura terrore, ed quindi una ‘insopportabile’ sensazione di ‘vulnerabilità’ proprio nel luogo dove cerchiamo maggior ‘conforto’ e ‘protezione’: proprio da tale considerazione è da considerarsi inammissibile che chi si difende, spesso in preda al panico, debba anche ipotizzare di essere oggetto di pesanti e drammatiche indagini giudiziarie. Secca e saggia è apparsa la dichiarazione immediatamente resa da Matteo Salvini che, riferendosi al rapinatore, ha duramente risolto la questione con la semplice frase: “Se avesse fatto un altro lavoro starebbe bene”.
Diciamocela tutta ed in modo aperto: bisogna smetterla di scusare, di giustificare e addirittura ‘comprendere’ chi sbaglia gravemente, dicendo che la colpa è… il ‘disagio sociale’, il ‘degrado’ o altri ‘malesseri’ (sono sempre i soliti!). Ora, invece, è certamente ora di dire che ognuno ha i propri problemi, ma non per questo siamo tutti… terroristi o delinquenti. Chi sbaglia, quindi, è giusto che debba pagare, ed anche in maniera molto dura!

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