BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La ‘Belt and Road’ è inarrestabile e convince anche gli ex critici”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Lo straordinario impatto del secondo “Belt and Road Forum” del 25-27 aprile scorsi è la prova che la ‘BRI’ ha già stabilito un inarrestabile e comunque importante paradigma nei rapporti economici. Cresce il numero di politici e imprenditori in tutto il mondo che riconoscono sin da ora i grandi benefici potenziali che si offrono alle Nazioni partecipanti,
tanto che persino gli scettici e gli avversari cominciano a cambiare opinione. Il Primo Ministro malese Mahathir Mohammed, per esempio, ha raccontato ai ‘media’ di essere rimasto sorpreso dalle dimensioni della BRI e che questa ha conquistato la sua fiducia. Parlando il 28 aprile alla “Bernama News Agency”, Mahathir ha spiegato che finora, nell’ambito degli accordi internazionali, “compresa la “Partnership Trans-Pacifica”, i Paesi sviluppati facevano le proposte e ci chiedevano di accettarle”.
Ma al “Forum” di Pechino, le piccole nazioni sedevano allo stesso tavolo della Cina e discutevano “come sviluppare progetti infrastrutturali”. “Sono contento di aver partecipato”, ha detto, “perché ora capisco meglio la natura del progetto. La Cina possiede molte tecnologie e noi ne abbiamo bisogno”. Il Ministro degli Investimenti dell’Indonesia, Tom Lembong, che era stato critico verso gli investimenti ferroviari cinesi, ha dichiarato al ‘South China Morning Post’ che Pechino aveva risposto positivamente ai suggerimenti del proprio governo su come migliorare i progetti. Ora la l’Indonesia si aspetta nuovi investimenti, si badi bene, “nell’ordine delle decine di migliaia di miliardi di dollari” nei
prossimi cinque-dieci anni!
Un consorzio sino-indonesiano sta costruendo un collegamento ferroviario ad alta velocità tra Giacarta e il centro tessile di Bandung, e conta di guadagnare diciotto miliardi nello sviluppo di città satelliti e centri industriali lungo il percorso. Il progetto, che fa parte della BRI, rappresenta la prima linea ad alta velocità dell’Asia Sudorientale. In una dichiarazione
pubblicata il 2 maggio, “Moody’s Investors Service” afferma che gli investimenti nella BRI contribuiscono sia alla crescita a breve termine sia alla crescita potenziale a lungo termine nei Paesi partecipanti. Gli investimenti in grandi progetti di trasporto e di energia, in particolare, aiutano a espandere la capacità produttiva colmando ma sesso ‘decisivi’ critici divari infrastrutturali, scrive ”Moody’s”.
Il 29 aprile il “Rhodium Group”, una ditta di consulenza americana specializzata negli affari con la Cina, ha pubblicato un rapporto intitolato “Perché i prestiti della ‘Belt and Road’ cinese potrebbero essere importanti e decisivi: il gruppo ha studiato i debiti rinegoziati dalla Cina con ventiquattro Paesi in Asia, Africa e America Latina. La conclusione: Pechino è disposta a rinegoziare o cancellare i debiti incorsi per altri Paesi e solo in un caso si è vista costretta ad appropriarsi degli “asset” per coprire i prestiti non ‘ripagati’. Continuo a riproporre, al solito, la stessa domanda, che faccio da anni e che da anni è del tutto priva di risposta: come mai tutte le questioni che riguardano, direttamente o indirettamente, la Cina passano ‘sotto silenzio-stampa’? Ai potersi l’ardua risposta!

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