BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Clima: Sua Maestà, Chatham House e la disobbedienza civile…”

biella-sandro-delmastro-biella24

_Sandro Delmastro delle Vedove
Quando non pianificano guerre ‘permanenti’ per cambiare e rvoltare i regimi, i servitori di Sua Maestà e Chatam House (ovvero, per essere assolutamente, il Royal Institute of International Affairs, RIIA) promuovono le campagne di vera e propria disobbedienza civile per “salvare il clima”, in particolare quella di “Extinction Rebellion” (XR). Il 4 luglio questo ‘compassato’ centro studi dell’Impero britannico ha promosso un interessante dibattito a Londra dal titolo “Azione sul clima: un ruolo per la disobbedienza civile?”. L’annuncio notava che gli scienziati e ‘attivisti ambientali’ hanno difficoltà a motivare “il vasto pubblico, i politici e le imprese ad adottare le necessarie politiche dirompenti e ambiziose” per fermare quelli che definiscono i cambiamenti climatici provocati dall’uomo. “Tuttavia negli ultimi mesi è stato iniettato un nuovo senso di urgenza nel dibattito ambientale da movimenti che includono l’”Extinction Rebellion” a Londra e dagli scioperi dei Giovani per il Clima a livello internazionale”.
Benché al curioso ma di certo interessante incontro abbia partecipato anche qualche giovane attivista, la principale relatrice era del “RIIA”, Farhana Yamin, una “Associate Fellow del Dipartimento Energia, Ambiente e Risorse”. Questa ‘avvocatessa ambientale’ dai capelli grigi è anche uno dei ‘leader’ di ‘Extinction Rebellion’. A una delle recenti iniziative di quest’ultima, il 16 aprile, alcuni membri, tra cui la signora Yamin, si “incollarono ai muri e alle finestre” della sede della “Royal Dutch Shell”. Dalla sua creazione a Londra nel 2018, “Extinction Rebellion (XR) ha tenuto varie manifestazioni di vera e propria “disobbedienza civile” miranti a ‘manipolare’ centinaia e migliaia di potenziali attivisti giovanili. La manifestazione più importante si è tenuta in realtà il 31 ottobre, presente Greta Thunberg a pronunciare uno dei suoi discorsi, ovviamente dek tutto scritti da qualcun altro!
Oltre a bloccare strade e ponti, sono noti per inscenare “die-in” (finte morti) che vorrebbero simboleggiare ciò che accadrà a tutti se si continuerà ad aumentare le emissioni di CO2. Il 22 giugno l’organizzazione ha preso di mira il ‘New York Times’ con un’azione cui hanno partecipato centinaia di persone invitate su ‘twitter com’ al fine di costringere il quotidiano ancora ‘recalcitrante’ a seguire l’esempio dell’inglese ‘Guardian’, e tra le altre cose sostituire al termine “cambiamenti climatici” addirittura quello di “emergenza climatica”. Un’altra immagine invocata dal gruppo britannico è quella di una “mobilitazione da seconda guerra mondiale” per Madre Terra! Un corollario non detto di questo parallelo, sicuramente colto dagli Antifa, è che “i negazionisti del clima di oggi sono equivalenti al… “fascisti di allora” e dovrebbero quindi essere bersagli di pesantissimi attacchi”!
Un altro relatore alla stessa manifestazione era Sam Gaell, ricercatore di “Chatham House” sulla Cina e su “questioni energetiche” (?!), che ha chiesto che i governi e i servizi di sicurezza rivalutino quelle che considerano “minacce”, equiparando dieci minuti di caos del traffico a un milione di sterline di profitto per le compagnie petrolifere che provocano i cambiamenti climatici! Pare siano tutte sciocchezze dedicate ai giovani ed addirittura ai ragazzi! Tra l’altro, quando non invoca la disobbedienza civile, Gaell scrive rapporti per “Chatham House” sul pericolo per l’ambiente di mega progetti, come quelli, guarda caso!, dell’Iniziativa “Belt and Road”.

Annunci

I commenti sono chiusi.