BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Hong Kong: le minacce alla Cina del Ministro degli Esteri inglese…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Eccoci alla politica estera, con particolare riferimento alla solita Inghilterra, che, per me è stata brillantemente definita da Mussolini con la brevissima frase: “Dio stramaledica gli inglesi!”. I ‘media’ britannici hanno sostenuto entusiasticamente le recentissime manifestazioni a Hong Kong, seguite da forti violenze e saccheggi, ‘gongolando’ sulla presunta ‘rivolta della popolazione contro Pechino’. Ma il Ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt ha superato tutti con le sue osservazioni del 2 luglio. Ha incredibilmente ammonito il governo cinese a non usare le violenze come “pretesto per la repressione”, altrimenti, così ha detto, dovrà affrontare “gravi conseguenze” per aver minato addirittura la democrazia nell’ex colonia britannica.
Molti dei gruppi che avevano manifestato pacificamente contro l’estradizione verso la terraferma hanno espresso la propria indignazione per il vandalismo e la violenza di gruppi di facinorosi che hanno distrutto il Parlamento di Hong Kong e altri edifici. Le affermazioni di Hunt hanno inevitabilmente provocato una immediata reazione dalla Cina. Il giorno dopo il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Geng Shuang ha risposto intelligentemente che Jeremy Hunt “si crogiola nella gloria sbiadita del colonialismo britannico ed è ossessionato dall’idea di dare ancora lezioni altri altri” (presunzione tipicamente ‘inglese’!). Finché i britannici dominarono, aggiunge, non vi fu democrazia a Hong Kong, e “il popolo di Hong Kong non aveva nemmeno il diritto di scendere in piazza”!
Lo stesso giorno l’ambasciatore cinese in Gran Bretagna, Liu Xiaoming, ha convocato una conferenza-stampa al fine di commentare le osservazioni del Ministro degli Esteri britannico, significativamente e correttamente definite “un’ingerenza rozza e inaccettabile” negli affari interni della Cina. Ha aggiunto il Ministro degli Esteri cinese: “Ritengo sbagliato che Jeremy Hunt parli di libertà”, ha detto, e ha proseguito: “Non si tratta di libertà, si tratta di violare le leggi di Hong Kong. È molto deludente che personalità del suo calibro esprimano sostegno per individui che violano la legge. Ricordiamo tutti che cos’era Hong Kong ventidue anni fa sotto il dominio britannico: non v’era libertà, né democrazia, niente. Sappiamo tutti che il governatore veniva nominato dal governo britannico, il popolo non aveva il diritto di eleggere propri rappresentanti, non aveva il diritto di manifestare e sicuramente non aveva il diritto di avere un potere giudiziario indipendente”.
Durissima ma giustissima rimostranza e protesta da parte dei cinesi! L’ambasciatore Liu ha avvertito che i rapporti tra Gran Bretagna e Cina saranno fatalmente danneggiati da quella che descrive un’ulteriore ingerenza del governo britannico negli affari interni di Hong Kong. Dopo la conferenza per la stampa, l’ambasciatore è stato convocato al ‘Foreign Office’ per una protesta! Naturalmente il governo cinese è consapevole del fatto che l’intervento di Hunt è rivolto a un pubblico interno, dato che il titolare del ‘Foreign Office’ sta cercando inutilmente di battere Boris Johnson e diventare successore della sventurata Theresa May. Tuttavia, il ‘Global Times’ gli ha ricordato che “questo non è il XIX secolo in cui scoppiarono le guerre dell’oppio. Il Regno Unito è ormai antiquato”: più che giustamente!

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