BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Lo ‘spirito di Singapore’: rianimarlo per un ordine di pace”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Le iniziative lanciate intorno al vertice del G20 del 28-29 giugno a Osaka continuano a ‘riverberarsi’, mentre il “nuovo paradigma” negli affari internazionali prende forma. Come h avuto modo di sottolineare gà la scorsa settimana, gli incontri bilaterali a margine di quel vertice hanno portato a significative aperture strategiche, in particolare le importantissime consultazioni tra Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping, Moon Jae-In e Shinzo Abe, che hanno ospitato il G20. Da allora, i principali ‘negoziatori’ di Washington e Pechino hanno ripreso i negoziati commerciali e sia Trump sia Xi hanno espresso la certezza che sarà trovata una soluzione accettabile e dignitosa per entrambe le parti.
Per quanto riguarda la Russia e gli Stati Uniti, saranno fatti sforzi anche per risolvere lo stallo nei negoziati per la soluzione della vecchia questione della “riduzione delle armi”. La settimana scorsa è stato annunciato che il Viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov e il Sottosegretario di Stato americano per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale Andrea Thompson terranno “colloqui a pieno formato” a Ginevra il 17-18 luglio sul tema, in particolare su un nuovo ‘START’ (Trattato di riduzione delle armi
strategiche).
Il risultato più spettacolare dei numersosi mesi di sforzi diplomatici dei Capi di Stato è stato l’incontro tra il Presidente della Corea del Nord Kim Jong-un e Donald Trump nella zona smilitarizzata al confine tra le due Coree dopo la conclusione del G20, che ha riavviato i colloqui sulla ‘denuclearizzazione’. Questo risultato è stato possibile anche grazie al decisivo ruolo svolto da Xi Jinping, da Vladimir Putin e financo dal Presidente della Corea del Sud Moon. Quest’ultimo, secondo quanto riferito, ha esortato il Presidente degli Stati Uniti ad ‘allentare’ gradualmente le sanzioni a Pyongyang, piuttosto che insistere sulla piena conformità da parte della Corea del Nord prima di fare qualsiasi concessione (mossa decisamente intelligente!).
Un punto caldo e pericoloso rimane invece l’Iran, dove la situazione potrebbe assirittura degenerare in un scontro più ampio, se non altro per un errore di calcolo. Come reazione agli Stati Uniti, che uscirono dall’accordo nucleare JCPOA un anno fa, Teheran ha annunciato che non rispetterà più le disposizioni di tale accordo. Poi, il 4 luglio, in una
mossa palesemente provocatoria, i “Royal Marines” hanno sequestrato una superpetroliera al largo della costa di Gibilterra, ‘sospettata’ di trasportare petrolio iraniano in Siria in violazione delle sanzioni dell’UE. La Spagna ha protestato contro il sequestro (eseguito in stile… “hollywoodiano”!), poiché la petroliera era in acque territoriali spagnole.
Minacciosi sotto questo aspetto sono i commenti dell’ambasciatore britannico (guarda caso!) negli Stati Uniti, Sir Kim Darroch, che sono stati fatti trapelare il 6 luglio sul ‘Daily Mail’. In un dispaccio, Darroch ha scritto che Trump non era “pienamente convinto” di un attacco contro l’Iran, ma era circondato “da un gruppo di falchi” e quindi “un altro attacco iraniano nella regione potrebbe addirittura ancora innescare un’inversione di tendenza del Presidente americano”. In particolare, se esso comportasse la perdita di una sola vita americana, ha aggiunto l’ambasciatore. Pertanto, bisogna aspettarsi che il “partito della guerra” orchestri una nuova operazione, cosiddetta “false flag”, per incolpare l’Iran.
Il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, un noto “falco”, ha immediatamente e significativamente definito “ottime notizie” il sequestro della petroliera!!! Se Donald Trump 
riuscirà nella sua dichiarata intenzione di “non fare il poliziotto del mondo” (vedi sotto), egli dovrà rianimare lo “spirito di Singapore” che ha animato il suo primo vertice con Kim Jong-un a Singapore. anno fa ed emarginare definitivamente il “partito della guerra”, noto anche come decisiva fazione dell’Impero britannico, su entrambe le sponde dell’Atlantico. Sino a che c’è l’Inghilterra, il rischio di un conflitto c’è, in quanto esso è voluto, e non da oggi proprio da Londra. Ripeto per l’ennesima vota: perché Benito Mussolini amava dire: “Dio stramaledica gli Inglesi”? Il buon Benito non ne sbagliava una!

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