BI24_FLASH_L’EUROPA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “UE: sempre lo stesso ‘paradigma’, la stessa politica fallita…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Se fosse stata necessaria un’altra prova della tremenda bancarotta dell’Unione Europea, questa è giunta la scorsa settimana con la terribile rissa sulle posizioni chiave nelle istituzioni europee. In particolare, la recentissima nomina del Ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen a Presidente della Commissione Europea e di Christine Lagarde, ex direttore dell’FMI, a capo della BCE, dimostrano pienamente che i ‘leaders’ europei non sono disposti a imparare la lezione del disastro provocato dal ‘mix’ di austerità, prestiti concessi imponendo pesantissime condizioni e ‘disinvestimenti’.
Al contrario, restano incredibilmente aggrappati alla politica che, negli ultimi decenni, ha reso l’Europa sempre più irrilevante economicamente, strategicamente e in termini di scienza e istruzione. Allo stesso modo la campagna per il Parlamento Europeo in maggio non ha affrontato le gravi carenze della politica dell’UE, limitandosi a finte e risibili scelte tra “democrazia o populismo”. A proposito del Parlamento, i ‘leaders’ dell’UE hanno dimostrato quanto sia poco importante per loro la “democrazia” (che in realtà… non esiste!).
Ignorando i politici emersi come ‘vincitori’ dalle elezioni del 25 maggio, hanno fatto accordi dietro le quinte finché non sono arrivati ai cinque candidati per le cinque posizioni principali. Quindi, paradossalmente non è stato eletto il conservatore tedesco Manfred Weber come capo della Commissione, come era pianificato, né il socialista olandese Frans Timmermans. Quest’ultimo è stato nominato vicepresidente della Commissione, mentre Weber è stato respinto persino come capo del Parlamento Europeo, a favore di David Sassoli, il cui partito è tra i maggiori perdenti alle elezioni.
L’incapacità della Cancelliera Angela Merkel di assicurare una posizione a Weber e optare invece per la von der Leyen ha aumentato le tensioni all’interno della coalizione di governo tedesca, al punto che il governo potrebbe francamente cadere. V’è una forte opposizione alla von der Leyen tra i socialdemocratici al Bundestag e al Parlamento Europeo, in quanto l’ex Ministro della Difesa è duramente screditata per la sua politica in Germania.
Non è ancora detto che i candidati attuali vengano fatti propri dal Parlamento di Strasburgo durante la sessione plenaria del 15-16 luglio del corrente anno. Il fatto che siano stati tenuti fuori dai giochi i vincitori delle recenti elezioni europee e che i vari gruppi del nuovo Parlamento non abbiano voce in capitolo nelle nomine, ha provocato molto e comprensibile scontento.
Sembra quindi inevitabile la drammatica paralisi politica delle istituzioni europee, il che fa presagire, per parlarci chiaro, una forte accelerazione delle tendenze centrifughe all’interno dell’UE. E dunque l’Europa, forse ‘non ce la fa’ a reggere il peso della politica continentale!

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