BI24_FLASH_IL CASO “TEMPIO CREMATORIO”. Per Carabinieri e Inps, c’erano diverse illegalità nella gestione dei dipendenti

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Dopo mesi di indagini serrate, il Nucleo Ispettorato del lavoro dei Carabinieri e gli ispettori dell’Inps, coordinati dal Procuratore del Tribunale di Biella dottoressa Teresa Angela Camelio, hanno concluso l’attività ispettiva legata al tristissimo caso del Tempio Crematorio di Biella.
Al di là dei reati legati alla cremazione dei corpi, gli inquirenti hanno riscontrato anche molte altre illegalità, che hanno portato a nuove imputazioni e sanzioni amministrative (già pagate) di oltre 100.000 euro per “somministrazione fraudolenta e utulizzazione illecita di manodopera” e “violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavori.
In pratica, la “Socrebi”, società che gestiva il ‘forno’ e l’Impresa funebre “Ravetti”, non solo si sarebbero scambiate i dipendenti in base alle esigenze, ma non avrebbero fatto nulla né per formarli adeguatamente, né per metterli al riparo da eventuali rischi durante gli orari lavorativi.
Che oltretutto, in molti casi non erano ben definiti nella buste paga. E non solo: le due società avrebbero fatto lavorare, in tutto, cinque dipendenti in nero, senza pagare loro i giusti contributi previdenziali. Insomma, al di là della questione “etica” e “deontologica”, secondo gli inquirenti sia “Ravetti” che “Socrebi”, avrebbero fatto un po’ come volevano, in barba a leggi e convenzioni.

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