BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Siemens ‘taglia’ nel gas, mentre avanza il nucleare nel mondo”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Il 18 giugno 2019 il ‘gigante tedesco’ dell’elettronica Siemens ha annunciato piani importanti per tagliare ben 2.700 posti di lavoro nella propria società del gas e dell’energia, prima dello ‘scorporo’ definitivo delle attività. Ed ecco che in concreto eravamo sulla strada giusta! L’aumento delle fonti energetiche rinnovabili, come “solare” ed “eolico”, ha dichiarato Siemens, ha ridotto drasticamente la domanda di turbine a gas, riducendo l’attività della società in generale. Questo è dovuto in larga parte ai massicci sussidi dello Stato (ovvero dei contribuenti) al settore dell’energia “solare” ed “eolica”, a spese delle fonti fossili come carbone e gas, che storicamente hanno continuato a creare lavoro ed occupazione e ricchezza per la Germania.
Siemens sostiene che i licenziamenti, metà dei quali sono previsti nell’area tedesca, sarebbero necessari per adeguarsi al mercato che cambia. La società continuerà a operare nel settore del gas all’estero, (ad esempio in Egitto, dove sta costruendo 8 centrali a gas e formando 5.000 giovani egiziani che diventeranno la manodopera qualificata di

gestione degli impianti). Quanto al nucleare, la Siemens ha abbandonato questo settore anni fa, ancor prima che il governo decidesse l’uscita dal nucleare dopo l’incidente clamoroso di Fukushima nel 2011.
Eppure l’energia nucleare è in ascesa a livello globale, con o senza la Siemens. L’iniziativa “Belt and Road”, stando all’esperto Wang Shoujun, fornisce alla Cina l’occasione di costruire fino a 30 centrali nucleari nei Paesi che hanno aderito a tale iniziativa. In Africa Pechino ha già accordi di cooperazione con Kenya, Sudan e Uganda. La russa Rosatom ha siglato accordi simili con Etiopia, Sudan, Kenya, Uganda, Nigeria, Ruanda, Zambia e Ghana. Anche se alcuni di questi accordi sono ancora alla fase preliminare e per la costruzione degli impianti ci vorranno ancora molti anni, v’è una prospettiva concreta che numerosi Paesi africani entrino nell’era del nucleare a partire dal 2020. La maggior parte degli accordi sono stati siglati dopo il 2016. Anche la Corea del Sud si è impegnata a costruire centrali nucleari in altri Paesi.
Come si vede, ormai il mondo produttivo sta cambiando completamente e soprattutto ad una velocità inimmaginabile: Chi eventualmente ‘arriva in ritardo’ ha perso ‘la battaglia’ e forse ‘la guerra’! Per il mondo occidentale, le cui ‘élites’ hanno sposato il punto di vista ideologico secondo cui le “fonti rinnovabili” salveranno il clima, l’impegno di Cina e Russia nel nucleare influisce sulla loro presenza nei mercati del potere. La società francese “Areva”, per esempio, che domina in Europa da quando la Siemens ha abbandonato il nucleare, è certa di perdere il proprio ruolo guida nello sviluppo della tecnologia nucleare in Africa, ruolo che passa (guarda caso!) ai concorrenti russi e cinesi. Soprattutto da quando il Presidente francese Macron si erge a voce europea della politica del clima! Impariamo dunque da tutto quello che ha già fatto, sta facendo ed ancora ha già in animo di fare la Siemensil, ‘gigante tedesco’ dell’elettronica!

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