BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Quella parte del nostro Paese, che rinuncia a se stessa…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Partiamo dai dati già abbiamo a disposizione. E pariamo dalle ultime elezioni europee: abbiamo potuto registrare stato un boom di affluenza che ha letteralmente invertito una tendenza all’assenteismo negli ultimi anni sempre più radicata. Spagna, Francia, Germania i casi di maggiore corsa alle urne. L’Italia è andata in controtendenza: 56,09 % di votanti; cinque anni fa erano stati il 57,22. Nelle amministrative delle settimane scorse i picchi di assenteismo sono stati alti, in alcuni casi altissimi. Nelle elezioni politiche le cose vanno abbastanza bene: è peraltro bene ricordare che il 4 marzo 2018 la percentuale di votanti si è attestata al 72,93% per la Camera e al 72,99% per il Senato, in calo di circa il 2,3% rispetto alle elezioni del 2013.
Comunque la più bassa in assoluto in tutta la storia repubblicana italiana. In sostanza

oscilliamo tra un terzo e la metà degli aventi diritto che ad ogni appuntamento elettorale disertano pietosamente le urne. Decine di milioni di italiani non solo non vota più ma in sostanza volta le spalle e apertamente esce dal mondo politico che un tempo generava ‘lotte’ senza quartiere! Non interessa più partecipare al voto e non interessa neppure verificare le decisioni prese da altri che pure hanno effetti e pesano sulle loro vite. Siamo distanti ‘anni luce’ dalla politica attiva: ed addirittura i giornali fingono di ignorare il peso

rivoluzionario’ (!) di partecipazioni nettamente al di sotto del 50%! E’ in buona sostanza una mastodontica massa di persone (milioni e milioni di cittadini!) che si nasconde, si inabissa, non ha né cerca giustificazioni.
Ma cosa pensa quest’Italia improvvisamente e del tutto nascosta, per numero e composizione sociale di peso maggiore a quell’altra che continua ad esprimersi? Cosa vuole, cosa spera, cosa sogna? E’ impossibile che non abbia desideri, che non covi sentimenti, che non viva, lavori e cammini assieme agli altri. Però è ‘fantasmatica’, incorporea, sfuggevole. Per ora possiamo soltanto dire che è un’Italia che, di certo, sente lo schifo ed il disprezzo profondo per i partiti politici (di sinistra, di centro e di destra). Nessuno pare interessarsene, a conferma del fatto che ormai il mondo produttivo e soprattutto il mondo del lavoro ‘li lascia giocare tanto non contano niente o contano decisamente poco! Partiti e movimenti si accapigliano (o fingono di scontrarsi), si danno fasulla battaglia, solcano i social, spargono ovunque quintali di propaganda, in molti casi perfino si insultano l’un l’altro senza rispetto e senza educazione e soprattutto senza il senso dello Stato.
E proprio per queste ragioni non riescono in realtà a smuovere questa montagna di sprezzante indifferenza. E poi forse non è neanche esatto parlare di penoso ‘scoramento’: chi non vota, a volte, addirittura si sente sollevato e semplicemente vuole far capire a questi politici che abbiamo perfettamente capito il ‘bidone’ che ci stanno tirando, e che ci sentiamo liberati dal peso di dover scegliere tra offerte politiche e amministrative comunque considerate non idonee e soprattutto non serie. Pure questa è l’Italia che non volevamo. Che naviga sott’acqua in attesa di chissà che cosa (anche se il mio ricordo di 80 anni fa mi fa semplicemente riflettere su quanto Benito Mussolini aveva perfettamente compreso storicamente la storia dell’epoca, che è anche la storia moderna ed attuale! Rifletterci sarebbe doveroso. Invece, in realtà, poco o nulla importa. C’è una gigantesca massa di manovra in attesa di qualcuno che la interpreti, le dia rappresentanza, la guidi: ecco perché penso tranquillamente a… ‘Lui’! Chi riesce in qualche modo a farlo ‘rivivere’, avrà vinto la partita per i prossimi decenni.

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