BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Tra i crescenti e sempre più pericolosi ‘venti di guerra’…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Come sempre, ecco quel che scrivono i giornali non abituati a dire tutta la verità ed anzi pronti a raccontare tutte le bugie che vogliono “i loro padroni”! Il vertice del G20 che si terrà il 28-29 giugno in Giappone rappresenterà ancora una potenziale e quindi importantissima svolta, come risultato degli incontri tra Trump, Xi e Putin. In preparazione del vertice v’è stata, ovviamente, una grande attività diplomatica in Asia, mirata a rafforzare la cooperazione economica e di sicurezza. In particolare a Bishkek, in Kirghizistan (località a noi Biellesi, Valsesiani e Vercellesi del tutto ignota!), si è tenuto il 12-13 giugno il vertice della “Shanghai Cooperation Organization” (SCO) a livello di Capi di Stato e di governo (Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan, con l’Iran, comprensibilmente, come mero osservatore).
Al vertice della SCO ha fatto seguito la “Conferenza sull’Interazione e sulle Misure di Costruzione della Fiducia in Asia” a Dushambe (Tagikistan) dal 14 al 15 giugno, alla quale hanno partecipato ben 27 stati membri in rappresentanza del 90% della popolazione asiatica ed incredibilmente nel silenzio generale della stampa mondiale e delle televisinoni. Al vertice della ‘SCO’ il Ministro indiano degli Esteri ha annunciato che a Osaka si avrà un incontro trilaterale tra Xi Jinping, Putin e Narendra Modi. Attorno a un tavolo siederanno i leader di tre delle quattro potenze. Mancheranno peraltro, più che pericolosamente, gli Stati Uniti, attraversati da un pesante scontro per il potere. Alla complessa situazione negli Stati Uniti, cui si è riferito lo stesso Putin, a Bishkek, dichiarando solennemente ma anche preoccupantemente di non poter dire alcunché di positivo “sui nostri rapporti con gli Stati Uniti.
Essi infatti si stanno deteriorando, peggiorando di ora in ora” ed è levito temere che rischiamo una crisi molto seria! I ‘leader’ russi sono preoccupati del crescente pericolo di un conflitto e hanno espresso i loro timori in numerose dichiarazioni nelle scorse settimane. È certamente vero che gli ambienti neo-conservatori angloamericani sono in piena mobilitazione per impedire il progresso nella cooperazione tra Cina, Russia, India e Stati Uniti. In questo contesto, il ‘New York Times’ ha sostenuto in un articolo del 15 giugno che il “Cyber Command” del Pentagono avrebbe incrementato la capacità di ‘attacchi cibernetici’ contro la rete elettrica e altre infrastrutture russe (è ormai difficile riuscire a star dietro al ‘progresso tecnologico di questi ultimi mesi!).
L’articolo in questione cita funzionari del governo americano secondo i quali il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump non sarebbe stato informato (o forse superficialmente informato!) del potenziamento di tali capacità offensive. Trump ha reagito, come spesso fa, con dei ‘tweet’ dichiarando che la notizia è falsa e accusando il ‘New York Times’ di “sovversione”! Inoltre, secondo quanto riferiscono il ‘Guardian’ e la ‘BBC’, il Regno Unito pianifica di dispiegare nuovamente le proprie forze speciali in azioni mirate contro la Russia, per contrastare le presunte attività “ostili” di Mosca in Africa e altrove. E’ ormai pronta la nuova ‘dottrina giustificativa’, accennata dal Capo di Stato maggiore britannico, Carleton-Smith, il quale ha dichiarato che non è più possibile distinguere chiaramente tra guerra e pace a causa delle possibilità offerte dalla cibernetica e dalla disinformazione. Tutto ciò è ben lontano dal desiderio di cooperazione e dalla stabilità espressi all’ordine del giorno nelle conferenze asiatiche.
Fortunatamente, però, i ‘leader’ mondiali – in primo luogo quelli di Russia, Cina e India – distinguono tra le posizioni espresse da Trump personalmente e le autentiche ‘provocazioni’ provenienti dagli altri membri della sua Amministrazione, e in particolare quelle del consigliere per la sicurezza John Bolton, del Segretario di Stato Mike Pompeo e del Vicepresidente Mike Pence. Tuttavia, alla frase sopra riportata Putin ha aggiunto ottimisticamente di sperare che “alla fine trionferà il buon senso” e sarà possibile “giungere al prossimo G20 a qualche soluzione costruttiva” con tutti i ‘partner’, compresi gli Stati Uniti. E dunque probabilmente, come ormai accade da tempo, è sulla Russia e su Putin che possiamo e dobbiamo contare. In passato non l’avremmo mai detto!

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