BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Menzogne e omissioni nel rapporto di Mueller sul Russiagate”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
È solo questione di tempo e la la grande menzogna contenuta nel rapporto dell’inquirente speciale Robert Mueller sarà smascherata come un’incredibile , puerile ma stolta invenzione. In altre parole, questa è la verità: fu in realtà un’invenzione che vi furono (venne detto e mai provato!) interferenze russe nella campagna elettorale per le presidenziali americane al fine di favorire l’elezione del candidato Donald Trump. Ora nessuno vuole più parlarne perché la verità sta ormai uscendo, sempre che non sia già del tutto uscita!
Il rapporto presenta come verità “la valutazione della comunità di ‘intellligence’” secondo la quale le e-mail dell’organizzazione elettorale di Hillary Clinton pubblicate da Wikileaks furono ottenute violando i calcolatori del Partito Democratico e gli ‘hacker’ in realtà erano russi. Tuttavia, l’unico vero studio forense sulle ‘e-mail’ ricevute da Wikileaks, studio eseguito dall’ex esperto della NSA Bill Binney e dai suoi colleghi dei “Veteran Intelligence Professionals for Sanity” (VIPS), dimostra che quei documenti furono scaricati su una memoria USB o un dispositivo simile, ovvero furono ottenuti con un'”operazione dall’interno” e non da remoti ‘hackers’.
Nel frattempo sono ormai molte le menzogne di quel rapporto a essere scoperte e smascherate. Ne è un esempio la descrizione dell’altrimenti da noi sconosciuto imprenditore ucraino Konstantin Klimnik come un agente dei servizi segreti russi e alleato di Vladimir Putin. Klimnik era socio d’affari di Paul Manafort, ex manager dell’organizzazione elettorale di Trump preso di mira dall’inchiesta. Questo, secondo Mueller, di fatto dimostrerebbe il collegamento tra i russi e drettamente la campagna di
Trump. Ma non vi sono assolutamente prove che lo dimostrino: la condanna di Manafort è legata a questioni fiscali e di ‘lobbying’, non alla collusione con la Russia, e un articolo del 6 giugno su ‘The Hill’ del giornalista investigativo John Solomon indica che Klimnik, dal 2013, fungeva da agente di “intelligente” per il Dipartimento di Stato americano.
Era il periodo in cui il Dipartimento di Stato stava coordinando il “golpe” contro il governo ‘moderatamente filorusso’ di Janukovich in Ucraina. E visto che centinaia sono le pagine di documenti sui collegamenti tra Klimnik e il Dipartimento di Stato, è impossibile che Mueller non ne fosse al corrente. Inoltre, l’omissione del rapporto tra Klimnik e i servizi di ‘intelligence’ americani è un deliberato ed evidentissimo tentativo di inganno. Un altro esempio di “omissione” riguarda l’incredibilmente bugiardo ex avvocato d’affari di Trump, Michael Cohen, e uno dei suoi amici d’infanzia, Felix Sater, che Mueller descrive come intermediario tra Putin e Trump.
Sater viene citato come colui che fece da intermediario per la costruzione di una “Trump Tower” a Mosca, il che, secondo l’inquirente speciale, proverebbe che Putin stava corrompendo Trump. Ma Sater addirittura non è mai stato in contatto con Putin o con russi ad alto livello. Non solo, ma era da vent’anni un ‘informatore’ dell’FBI, dopo essere stato reclutato nel 1998 da Andrew Weissman, vice di Robert Mueller. Eppure nel rapporto di Mueller non si fa assolutamente menzione del legame tra Sater e l’FBI.
Con un’inchiesta seria su questa e altri penosi imbrogli commessi dall’’intelligence’ britannico (guarda caso!), dal ‘team’ di ‘intelligence’ di Obama (come sempre, i peggiori
fanno parte del partito democratico americano!), da Mueller e dai suoi investigatori, è improbabile che l’inquirente speciale accetterà di testimoniare sotto giuramento al Congresso (lo vedremo, ma sono intimamente certo che non provvederà a parlare sotto la formula del giuramento). La fine del Russiagate potrebbe ben presto trasformarsi nel Muellergate. Ecco dunque ‘sviscerata’ e scoperta la grande bugia di Obama e della Clinton, con la regia (neppure tanto occulta, degli inglesi, e cioè dei bugiardi per antonomasia!

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