BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “L’Africa si rivolge a Russia e Cina per sviluppare il settore nucleare…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
La Russia è sempre più convintamente impegnata nello sviluppo energetico del continente Africano e, in particolare, nello sviluppo del nucleare civile. Lo sostiene, in un articolo su “OilPrice.com” del 16 maggio, Vanand Meliksetian, un esperto particolarmente prestigioso del settore. La scarsità energetica è uno dei fattori principali che frenano, infatti, lo sviluppo dell’Africa, scrive Meliksetian. “L’industria energetica russa, per contrasto, è in pieno sviluppo. L’impresa statale nucleare ‘Rosatom’ ha ordini per 34 reattori in dodici Paesi, per un valore di 300 miliardi di dollari. Mosca ha gettato lo sguardo sull’Africa, dove la maggior parte degli Stati ha già stretto accordi col Cremlino o sta considerando di farlo”.
Tanto per cambiare, ovviamente, la nostra stampa non ha dato notizie in questo senso né su questo argomento! La Russia sta lavorando ad accordi speciali sul nucleare per gli africani, che “sono particolarmente attraenti per Paesi che mancano di ‘know-how’ nucleare, perché Mosca offre tutto, dai finanziamenti alla costruzione, alla gestione degli impianti”. Attualmente, secondo Meliksetian, ‘Rosatom’ sta sperimentando un tipo di contratto per cui costruirebbe, possiederebbe e gestirebbe l’impianto e venderebbe l’elettricità al Paese ospite che non avesse i mezzi per finanziare la costruzione (cosa piuttosto probabile!). Nel frattempo, la Cina svolge una politica di addestra mento di studenti d’ingegneria nucleare nell’ambito di un programma co-finanziato dall’Ente Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA).
L’anno scorso, ben trentacinque studenti di dottorato e di ‘master’ provenienti dall’Africa e dall’Asia Meridionale hanno ricevuto delle borse di studio in Cina. In molti casi, essi hanno studiato ingegneria nucleare nel loro Paese ma non hanno mai avuto esperienza pratica con la tecnologia. L’IAEA paga il viaggio e la Cina paga il corso e le spese di soggiorno: e l’Italia che cosa fa? L’Italia si rende conto di quanto è cambiato il mondo e soprattutto la Cina? Come esempio, un articolo dell’IAEA descrive il caso di Michael Kwaku Annor-Nyako, un dottorando del Ghana. Egli lavora per l’ente nucleare nazionale “e dovrà svolgere un ruolo di esperto nella concessione di licenze e nell’azione di controllo del programma nucleare nazionale”, ma prima del viaggio in Cina – è bene segnalarlo e
sottolinearlo – “non aveva mai visto un reattore nucleare in funzione”, scrive l’IAEA.
Il programma si tiene all’Università di Harbin, la più grande scuola d’ingegneria cinese. Il Vicepreside dell’Università, Zhijian Zhang, ha spiegato che la formazione nucleare è una priorità per la Cina, sia per soddisfare il crescente fabbisogno energetico sia per ridurre le emissioni chimiche. E “nel farlo, abbiamo voluto estendere il sostegno agli studenti dei Paesi in via di sviluppo che possono avvantaggiarsi della nostra esperienza”. E’ l’ulteriore
prova dell’enorme progresso scolastico e tecnologico di quella che forse non è più il caso ci chiamare “Cina comunista”!

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