BI24_FLASH_CALCIO E DINTORNI. Biellese allo sbando: tagliato il gas, ai campi di corso 53° fanteria. La Società? Fantasma…

centro sportivo biellese

_Roberto Scucca
Come volevasi dimostrare. Tre anni fa, Biella24.com intraprese una dura battaglia contro la nuova dirigenza della Junior Biellese Libertas, che decise di cambiare la denominazione in “La Biellese” e sventolò ai quattro venti le proprie ambizioni di riportare il calcio bianconero, almeno in quella serie D che in 117 anni di storia è sempre stata la “nostra” categoria minima. Troppo poco credibili i nuovi dirigenti, troppo pochi i soldi in cassa, troppo esigue le prospettive della “nuova” società.
Ricordo ancora benissimo gli insulti, le minacce, le offese da una parte, gli attestati di stima verso il nuovo “ordine” bianconero dall’altra… Dopo un anno di lotta durissima, per altre due stagioni ho provato “a lasciarli lavorare”, sperando di essermi sbagliato, di avere finalmente sbagliato, dopo cinque anni di cose scomode ma giuste, dette ai biellesi in anticipo, prima dei disastri. E invece…
Invece, ancora una volta quel “pirla” dello Scucca ha avuto ragione: dopo una annata partita tra gli entusiasmi e finita tra i fischi, con una salvezza raggiunta dai pareggi degli altri e dalle sconfitte nostre, l’estate de “La Biellese” non sembra poter regalare ai tifosi nuovi sogni, anzi… Della prima squadra, non si sa nulla. Della dirigenza, non si sa nulla.
Ma intanto, si sa che al centro sportivo di corso 53° fanteria – cuore del vivaio e non solo, negli ultimi anni – da ieri hanno piombato i tubi del riscaldamento e tra qualche giorno dovrebbero bloccare anche l’erogazione dell’elettricità. E non solo: le erbacce crescono senza che possano più venire estirpate e molte squadre di “under”, si allenano su altri campi a spese dei genitori.
Gran brutto segnale. E tralasciamo la rabbia di qualche dipendente del club, che aspetta lo stipendio da mesi, anche se da mesi, in silenzio, continua a lavorare con spirito di sacrificio e… attaccamento alla maglia! In poche parole, un disastro: società fantasma, programmi che non esistono, settore giovanile appeso ad un filo, prima squadra peggio. E il tutto, dopo dieci anni esatti di promesse, soldi sprecati, nomi illustri, dichiarazioni roboanti e delusioni ancor più roboanti.
Insomma, come si dice in questi casi, non prendiamoci per il culo: di soldi non ce ne sono più, di entusiasmo neanche a parlarne, di progetti vincenti neanche l’ombra… Sembra di essere tornati al 2009, agli ultimi giorni della “1902”. E allora smettiamola con i teatrini, con le dichiarazioni distensive, con il prendere tempo, aspettando un miracolo che ancora una volta non arriverà. A Biella, il calcio deve chiudere di nuovo, sperando che quando e se riaprirà, possa farlo con gente degna della sua ultracentenaria storia.

Annunci

I commenti sono chiusi.