BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Riflessioni sulla politica estera… Danzica ed i trasporti est-ovest”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Al centro del secondo vertice sui trasporti ferroviari, che si è tenuto dal 15 al 16 maggio a Danzica, in Polonia, è stato il potenziale di crescita rappresentato dal progetto della “Nuova Via della Seta”, assieme alle ‘strozzature’ che attualmente ne impediscono lo sviluppo. Il vertice è iniziato con una visita al “Deepwater Container Terminal” (DCT), uno dei porti a più rapida crescita addirittura nel mondo. Le infrastrutture e gli impianti del porto sono in continuo ed enorme sviluppo. “Se foste venuti anche un anno fa, oggi potreste già
riscontrare i cambiamenti intervenuti. E se tornerete tra un anno, vedrete che niente sarà più come oggi”, ha spiegato, assolutamente senza esagerazioni il direttore commerciale del porto, Dominik Landa.
Il trasporto ferroviario Est-Ovest passa oggi, così addirittura per undici potenziali punti d’ingresso in Europa, ma il 95% dei convogli transita attraverso il confine polacco-bielorusso nell’area cittadina di Malaszewicze-Brest. È stato dunque accolto con grande applauso l’annuncio, dato da Jakub Kapturzak del Ministero delle Infrastrutture polacco, che i governi dei due Paesi hanno già deciso di costruire un secondo ponte per un nuovo collegamento ferroviario sul fiume Bug, da noi Biellesi e Vercellesi in concreto sconosciuto, ma in realtà molto importante, che segna il confine tra Polonia e Bielorussia, accanto ai due già esistenti, ma ormai inaccettabilmente vecchi. Una volta completato nel 2026, il nuovo ponte permetterà di aumentare la capacità di smistare cinquanta treni al giorno, contro i dodici di oggi!
Per comprendere la portata dei lavori, a causa della ‘differenza di scartamento’ al confine orientale polacco (secondo i tecnici da 1435 a 1520 mm), dovranno essere adattati altri punti di transito e altre aree di smistamento, come pure la rete ferroviaria in generale. Per i viaggi in Estremo Oriente, oltre che da Danzica, si parte da altri porti sul Baltico, come Klaipeda e Kaliningrad. I collegamenti Nord-Sud verso Capodistria (Slovenia) e verso il Pireo (Grecia) stanno crescendo di importanza e pongono l’urgenza di ammodernare e allargare i punti di transito al confine con la Repubblica Ceca e con la Slovacchia. Sul
futuro dei trasporti ferroviari pesa indubitabilmente l’evoluzione dei sussidi cinesi, che attualmente contano per 2000 Euro per ‘container’ nelle due direzioni.
Ma i sussidi sono già stati tolti ai ‘container’ vuoti e potrebbero in futuro essere cancellati del tutto. Se aumenteranno i costi per gli spedizionieri, qualcuno potrebbe per la verità tornare al trasporto marittimo. Un altro motivo di seria preoccupazione è dato dal previsto aumento dei costi dell’energia. Tutti i relatori hanno sottolineato che le cosiddette ‘strozzature’ sono nella parte europea e non in quella orientale. Senza forti investimenti
pubblici nell’infrastruttura ferroviaria di tutta l’Europa e senza migliorare la comunicazione tra tutte le parti coinvolte, vi saranno inevitabilmente grossi problemi in futuro, di natura tecnica e finanziaria.
Un ulteriore aspetto importante è la separazione dei binari per il traffico dei passeggeri da quelli per il traffico commerciale. Anche se al vertice pare che non se ne sia non parlato, le soluzioni per le sfide future sono nelle “innovazioni” come il trasporto mercantile, addirittura su treni a “lievitazione magnetica” all’interno di tubi sotterranei. Il cosiddetto progresso tecnico sta camminando ad una velocità difficilmente contenibile ed ancor più preoccupantemente incomprensibile. Forse siamo … ‘vecchi’ e per questo facciamo fatica a comprendere con esattezza ciò che ormai ci ruota intorno nella nostra ‘piccola’ Europa!

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