BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La telefonata tra Trump e Putin che allunga la (nostra) vita…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Bisognava aspettare il fallimento del “Russiagate”, perché finalmente iI Presidente degli Stati Uniti Donald Trump potesse chiamare Putin al telefono e conversare con lui un’ora e mezza il 3 maggio. Ma ancge questo è un capolavoro attribuibile al numero uno della politica americana. Entrambi hanno definito significativamente la discussione molto produttiva ed utilissima in sede di politica estera. L’ultima volta i due ‘leader’ si erano parlati durante uno scambio informale, il 1 dicembre 2018, durante il G20 di Buenos Aires, dopo che era stato annullato il loro vertice a seguito di forti pressioni su Trump (perfino
accusato di essere addirittura un “traditore” e un “fantoccio di Putin”).
Dopo la telefonata, Trump ha pubblicato il seguente tweet: “Ho fatto una lunga e ottima conversazione col Presidente russo Putin. Come ho sempre detto, molto prima che iniziasse la caccia alle streghe, andare d’accordo con la Russia, la Cina e tutti gli altri è una buona cosa, non una cattiva cosa. Abbiamo discusso di commercio, Venezuela, Ucraina, Corea del Nord, controllo delle armi nucleari e perfino della bufala russa”. La dichiarazione rilasciata dal Cremlino nota e sottolinea che sono stati discussi i rapporti bilaterali e, in particolare, la cooperazione economica, oltre alla necessità di sviluppare “rapporti commerciali e di investimento che vadano a beneficio di entrambi”. Un quadro estremamente positivo, insomma: di totale … ‘dispetto’ per l’idiotismo dei ‘democratici’, sempre fermi alla politica estera di trenta o quarant’anni fa!
Entrambi i leader si sono impegnati ad aumentare il dialogo bilaterale su un certo numero di particolari ma importantissimi temi. Putin ha informato Trump dei risultati principali del suo incontro a Vladivostok con il Presidente nordcoreano Kim Jong-un (anche questo fatto è importantissimo: i due leader ormai si scambiano informazioni l’un l’altro, il che significa che si vogliono bene e soprattutto che si stimano e che hanno reciproca fiducia. Sul Venezuela, Putin si è pronunciato fermamente contro “le interferenze esterne negli affari
interni del Paese e i tentativi di cambiare il governo di Caracas con la forza”. Uno degli argomenti “principi” discussi sono le prospettive di avviare colloqui sul disarmo tra Stati Uniti, Russia e Cina.
Parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, il Presidente Trump ha detto che si tratta di produrre meno attrezzature militari, eventualmente riducendo “la tremenda potenza di fuoco che abbiamo attualmente”. E per fortuna Trump avrebbe dovuto essere, secondo Obama, il guerrafondaio! E comunque Trump ha aggiunto che Pechino “vorrebbe fare parte dell’accordo” e di aver già sollevato la questione nel corso dei colloqui commerciali in corso con la Cina. Stando alla portavoce per la stampa della Casa Bianca Sarah Sanders, il tema del disarmo riguarda il rinnovo e l’estensione del trattato START, che scade nel 2021. I due “leader”, ha detto “hanno discusso un accordo nucleare, sia nuovo che allargato, e la possibilità di includere la Cina”.
Su una nota più leggera, a Trump è stato chiesto se abbia sgridato il Presidente russo per le interferenze nelle elezioni americane, e Trump ha risposto che se ne è parlato di sfuggita e che Putin “ha sorriso quando ha detto la vicenda è iniziata come una montagna ed è finita come un topolino. Ma se lo aspettava, perché sapeva che non v’è stata alcuna collusione”. Ora che si è tornati alla possibilità di una discussione aperta tra Donald Trump e Vladimir Putin e v’è la prospettiva di includere la Cina in questo processo, la situazione offre l’occasione di una cooperazione tra le principali potenze, per contrastare la corsa imperiale alla guerra e costruire il nuovo paradigma. Come è agevole costatare, ormai, e come sono solito affermare, ‘la pace e l’accordo fra Stati Uniti e Russia si ‘avvicinano’, forse definitivamente’!

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