BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “La Svizzera, come l’Italia, non ha paura di collaborare con la Cina”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
In un chiarissimo affronto all’Italia (ecco perché vale certamente la pena di intervenire sul tema), il Ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier si è ‘vantato’, al “Forum Belt and Road”, che “i quattro principali Paesi europei” (Germania, Francia, Spagna, Regno Unito) non hanno firmato, tutti e quattro congiuntamente, il “Memorandum d’Intesa” (“MoU”) con la Cina. Mentre Altmaier faceva queste dichiarazioni, tuttavia, la Svizzera, altro Paese importante in Europa per la propria industria, significativamente firmava un ‘MoU’ proprio durante il “Forum Belt and Road”.
Interpellato curiosamente sulle critiche da Bruxelles, il portavoce del Presidente svizzero Sig. Ueli Maurer ha dichiarato, con tono del tutto libero e sovrano, che “noi siamo un Paese sovrano e prendiamo le nostre decisioni in modo indipendente”. Maurer stesso, in un’intervista per “Xinhua”, ha definito l’Iniziativa “Belt and Road” un piano strategico a lungo termine che ha creato una nuova dimensione di sviluppo dell’economia mondiale. I grandi progetti di portata storica per lo sviluppo sostenibile che saranno varati nell’immediato futuro, ha detto, getteranno le basi per un migliore, convincente e convinto, sviluppo globale nel prossimo futuro.
Un altro sostenitore di grande e prestigioso rilievo della cooperazione con la Cina è Rudolf Minsch, (vale la pena di ricordare che si tratta del prestigioso economista capo di “Economiesuisse”, la principale federazione industriale del Paese, di cui fanno parte addirittura centomila aziende che impiegano due milioni di lavoratori. Alla vigilia della partenza di Maurer per Pechino, Minsch ha sottolineato che è importante che l’economia Svizzera avvii una “cooperazione imparziale” con la Cina, in quanto la “Nuova Via della Seta” consente ai Paesi di sviluppare le proprie infrastrutture, che sono alla base della crescita economica e dell’aumento della prosperità.
Per i suoi prodotti ad alta tecnologia, la Svizzera dipende dallo sviluppo di mercati nei Paesi prosperi, ha aggiunto. Sono giunte reazioni positive anche da altri capi di stato e di governo che hanno partecipato al Forum; in particolare dal Presidente della Serbia. Oltre al Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, che si è detto orgoglioso di aver visto adottati nel discorso di Xi molti suggerimenti fatti a Roma a fine marzo, il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz è stato in Cina cinque giorni, anche dopo il Forum, a capo di una
delegazioni di ventisei imprenditori. E gli altri Paesi… “stanno perdendo il treno”!
Ed anche questa è una conferma della totale inaffidabilità dell’Europa continentale e dei suoi “vecchi” dirigenti politici! Quanto al Premier greco Alexis Tsipras, ha sottolineato che il
suo Paese non intende essere “il confine tra Est e Ovest, ma semmai un ponte. Un “hub” globale per i trasporti, in particolare il trasporto di energia e il commercio. Ecco che, poco per volta, ci si abitua a ‘lottare’ per mantenere i primi posti! Il porto del Pireo, di proprietà dei cinesi, ha detto Tsipras, “si sta sviluppando in una via di accesso globale all’Europa per i prodotti provenienti da porti cinesi e asiatici, attraverso il canale di Suez” (non scordiamoci mai del fin troppo dimenticato canale di Suez!).
Il Presidente ceco Milos Zeman ha definito la “Belt and Road” un “fantastico progetto infrastrutturale”. “Incoraggio le nostre imprese”, ha detto, “a partecipare alla costruzione della “Nuova Via della Seta”, soprattutto con la costruzione di ferrovie; abbiamo una buona tradizione in questo campo”. Per il Presidente ungherese Viktor Orban, l’Iniziativa “Belt and Road” non è una minaccia, ma una grande occasione. Il Presidente serbo Aleksander Vucic ha sottolineato che “a differenza di altri” la Cina, una grande potenza, “non esercita pressioni sulla Serbia” e che il suo Paese “continuerà l’eccellente cooperazione che esista tra i nostri due Paesi”. Come è agevole costatare, l’Europa è terribilmente ‘invecchiata’ e non ha più la forza politica e culturale per tornare ad essere una comunità di prestigio: ecco perché le ‘piccole’ Nazioni di cui è composta hanno ben compreso che la ‘vecchiaia’ e la costante ‘ubriachezza’ di Junker stanno purtroppo fedelmente rappresentando l’immagine del nostro ‘povero’ continente!

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