BI24_FLASH_ASPETTANDO LE ELEZIONI/2. Le cinque domande “laiche” della Uaar. A Biella per ora ha risposto solo Rinaldi…

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_Giovanni Rinaldi (Candidato sindaco Movimento 5 Stelle per Biella)
1) Il principio di laicità dello Stato costituisce un principio di convivenza valido per tutti. Un principio di democrazia, come difesa del pari diritto. Nella società contemporanea, multiculturale e multireligiosa, la laicità dello Stato rispetto alla questione delle “verità religiose” o della separazione tra la sfera politica e quella religiosa costituisce il punto di riferimento fondamentale per evitare fenomeni di fondamentalismo e integralismo religioso e per ottenere il risultato di una civile convivenza fra tutti, a prescindere dalle diverse connotazioni di ciascuno.A Biella si sono fatti passi avanti su matrimonio civile e testamento biologico. Occorre invece, in materia di funerale civile, un impegno del Comune a mettere a disposizione una sala del commiato per effettuare funerali civili, ricordando il defunto con una cerimonia laica.
2) In tempi di ristrettezze economiche e di bilancio, che pesano fortemente su una popolazione vessata da tasse ed imposte tra le più alte della UE, e a cui non corrispondono servizi pubblici di equanime quantità e qualità, penalizzando soprattutto le fasce di popolazione più deboli appare logico e opportuno diminuire questi sussidi pubblici a Chiese ed altri istituti religiosi. Unica eccezione ammissibile sono le contribuzioni a favore dei beni architettonici e storici che prescindono dal credo e sono dirette al valore artistico e storico dei beni.
3) Esaminare la regolarità tributaria delle scuole private paritarie è indispensabile! Una operazione necessaria nell’interesse dei cittadini (maggiori risorse garantiscono maggiori servizi) e nell’interesse della scuola pubblica che deve operare in condizioni di parità.
4) Scegliere se studiare o meno l’insegnamento della religione cattolica è un diritto riconosciuto ai cittadini. No può chiaramente essere un obbligo. Per questo deve avvenire liberamente. I genitori devono essere edotti sulle modalità di esenzione e non solo con la generica consegna dei moduli di esenzione. Ricordiamo che ai sensi del T.U. art. 310: la scuola deve comunque ogni anno fornire un’adeguata informazione e garantire la possibilità di modificare o confermare la scelta.

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