BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Mentre gli M5S vanno a sinistra, la destra deve pensare al meridione…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Ora tocca a noi ‘settentrionali’ cercare di comprendere le posizioni dei ‘meridionali’! Le ultime prese di posizione dei Cinquestelle sembrano in questo ultimo periodo occhieggiare abbastanza chiaramente “a sinistra”, presumibilmente nella volontà di trattenere consensi che altrimenti potrebbero rifluire sul Pd, che, grazie a Zingaretti, sembra aver riconquistato ‘prestigio’ (si fa per dire, naturalmente!). Da mesi la Lega di Salvini ha svuotato, e di molto, il serbatoio e la inizialmente pesante scorta elettorale di Di Maio: gli ultimi sondaggi dicono che, seppur di pochissimo, alle Europee il partito di Zingaretti potrebbe superarli.
Di qui la necessità di recuperare un’anima e un’immagine più vicina a quel mondo, al fine di tamponare l’emorragia di voti. E’ una lettura verosimile. Ma non per questo rassicurante sotto il profilo della stabilità del quadro politico. Com’è noto, da queste colonne più volte abbiamo sostenuto la vacuità degli ‘aficionados’ del né- nè: né di destra né di sinistra. Del doppio vestito: partito di lotta e di governo. Del duplice ruolo: maggioranza che si fa l’opposizione e viceversa.
Si tratta di atteggiamenti che rimandano ad una cultura politica approssimativa che finisce per confondere le idee ai cittadini. Buona per acchiappare trasversalmente voti nel corso delle campagne elettorali (in Italia praticamente infinite) ma incapace di trasformarsi in una efficace azione di governo. Il nodo vero dei Cinquestelle, fin dalla loro nascita, è stata l’indefinita, ‘magmatica’ identità, scelta con l’obiettivo di essere il contenitore di molteplici spinte, quasi tutte “anti”! Vale anche per la Lega, trasformatasi da partito-sindacato di territorio a forza sovranista di destra radicale che però con il solco della destra italiana del dopoguerra ha poco o nulla a che fare.
Quando hanno sottoscritto il Contratto di governo, M5S e Carroccio hanno, per così dire, messo in comune una sintonia sociale oltre che politica. L’esperienza di governo via via l’ha spezzata. Ma mentre la Lega è rimasta sulle sue posizioni, l’M5S ha ‘ondeggiato’. Se ora coltiva pose di sinistra, la forbice con l’alleato è destinata ad allargarsi. Vero è che tutti guardano all’immediato.
Ma è lecito domandarsi come, una volte chiuse le imminenti urne del prossimo mese di maggio, su questo abbrivio sarà possibile riprendere un percorso comune. In poche parole: mentre la Lega pare non avere molti problemi (anche se qualcuno, forse, lo ha!), il Movimento 5 Stelle deve riuscire ad ‘equilibrare’ la propria posizione politica e partitica, cosa certamente non semplice. Ed è evidente il nervosismo visibile di Di Maio, lasciato, col ‘culo per terra’, dal ‘compagno’ Di Battista che ha preferito andarsene, forse definitivamente, dal mondo politico italiano! Il Movimento 5 Stelle pare in netta ed evidentissima crisi psicologica: buon per tutti noi!

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