BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Tentativo di ‘golpe’ a Washington: ma il rapporto Mueller riabilita Trump”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
A fine marzo, a quasi due anni dall’avvio dell’inchiesta condotta da un esercito di investigatori per un costo stimato di oltre 25 milioni di dollari (!), l’Inquirente Speciale Robert Mueller ha finalmente consegnato il proprio rapporto al Ministro della Giustizia William Barr. E non dice niente! Il rapporto giunge alla conclusione che né il Presidente Trump né la sua famiglia né i funzionari della sua organizzazione elettorale fossero collusi con le interferenze del governo russo nelle elezioni presidenziali del 2016 e propone l’archiviazione.
Quanto all’accusa che Trump sia colpevole di “intralcio alla giustizia” (tra l’altro per aver licenziato il direttore dell’FBI James Comey, come era sua prerogativa in qualità di Presidente), Mueller ammette che non vi sono prove contro il Presidente. Trump ha rilevato, correttamente, che “questo era un tentativo fallito, e illegale, di incriminarmi”. Non
dimentichiamo che le poche incriminazioni di collaboratori di Trump su cui i ‘media’ hanno fatto un grande (ed inutile!) fracasso negli ultimi mesi nulla avevano a che vedere con la Russia o con lo stesso Trump, ma erano relative a menzogne circolate presso il Congresso o in seno all’FBI, tasse non pagate, frode finanziaria e altri reati comuni di questo tipo.
Ciononostante, i più feroci nemici di Trump all’interno del Partito Democratico, contando sul sostegno indiretto del “partito della guerra”, mirano ancora a voler chiedere l’impeachment del Presidente, ma la loro credibilità è molto bassa presso la popolazione americana e perfino la speaker democratica della Camera, l’ormai famosa Nancy Pelosi, è contraria e fa notare che una richiesta di impeachment si ritorcerebbe contro i ‘democratici’. Un sondaggio reso noto la scorsa settimana da CNN indica che il numero di americani adulti favorevoli all’impeachment è sceso dal 43% di dicembre al 36% di oggi. Come abbiamo riferito sin dal primo giorno, il Russiagate non è mai stato sulla collusione tra la campagna di Trump e la Russia, o sul fatto che Trump fosse un “agente di Putin” e lavorasse col nemico, anche se questa è la narrativa che viene scodellata ogni giorno dai ‘media’.
Esso puntava a destituire il Presidente appena eletto o quanto meno a impedirgli di agire, rendendolo politicamente incapace di mettere in pratica l’intenzione, più volte annunciata, di stabilire buoni rapporti con Russia e Cina e porre fine alle guerre per cambiare i regimi all’estero, intenzione considerata un “crimine” dall’establishment filo-britannico. Disgraziatamente, in parte ci sono riusciti. Il tentativo di “golpe”, è stato orchestrato da Londra e condotto con grande zelo dall’apparato del “Deep State” nel complesso formato dal Dipartimento di Giustizia, dall’FBI e da altri servizi di ‘intelligence’, aiutati dagli ambienti dei ‘neoconservatori’ (questi sì che sono davvero… “neo-conservatori !!!), dall’apparato di Clinton-Obama nel ‘Partito Democratico e, naturalmente, dai ‘media’.
Anche in Europa la classe politica dominante e i ‘media’ si sono resi complici di questo
tentativo ed in parte anche in Italia, anche se in modo meno plateale e massiccio di quel che si è visto in tutta l’Europa. È forse giunta l’ora di denunciare i responsabili di questa vera e propria ‘congiura’ e assicurarli alla giustizia con pesantissime azioni anche penali, a partire dalla verità sulla vera collusione straniera nel processo elettorale americano, e cioè quella dei britannici. In questo modo il Presidente Trump sarà libero di seguire il proprio piano originale, quello di stabilire buoni rapporti con Russia e Cina e di portare gli Stati Uniti nel Nuovo Paradigma. Forza, dunque, Donald Trump: siamo tutti quanti dalla tua parte e, in particolare, siamo lieti di vedere ‘nervosi’ e visibilmente irrequieti i soggetti del Partito Democratico!

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