BI24_FLASH_IL CASO. Il Biellese come Bologna: la maestra fa cantare “bella ciao” in inglese ai bambini. E un papà si incazza…

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_Roberto Scucca
Quando arrivi a mettere in mezzo i bambini, vuole proprio dire che sei alla frutta. Quando la storiella della eroica resistenza che ti sei inventato settanta anni fa, ti sta finalmente crollando addosso come una montagna, sbriciolata dalla normalità della storia vera, reale, giusta, non puoi cavartela facendo cantare certe canzoncine ormai prive di significato a degli alunni di una scuola, sperando di crescere con le favolette partigiane un’altra generazione.
E invece, “loro”, ci provano. Senza vergogna, senza ideali, senza una storia, a parte quella che si sono inventati, al culmine della guerra civile con cui terminò, per l’Italia, la Seconda Guerra Mondiale. “Loro”, ci provano a Bologna, come abbiamo potuto leggere proprio in queste ore, in un post apparso sul social network “Facebook”: una maestra ha fatto cantare “bella ciao”, in classe, ai suoi alunni. E giustamente molti genitori si sono arrabbiati ed hanno protestato.
E ci provano anche da noi, qui nel Biellese, come mi ha raccontato, proprio ieri pomeriggio, un giovane padre veramente incazzato come un puma. Suo figlio frequenta le scuole in uno dei paesini delle nostre valli e la sua insegnante, con almeno un pochino di fantasia in più della collega bolognese, gli sta facendo infatti imparare la tristemente nota canzonetta partigiana… nella versione inglese.
“E non si deve permettere di farlo”, ha ruggito il papà del bimbo, “perché si tratta di una canzone che appartiene ad una determinata fazione. Ed a scuola non si dovrebbe mai mischiare, a nessun grado, la storia con la politica”. Soprattutto quando vivi in un paese, che lentamente sta togliendo 70 anni di sporco della politica, dalle pagine pulite e ragionevoli della storia.

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