BI24_FLASH_DA ANCI PIEMONTE. Puliè Repetto: “Una mozione tipo, per diventare la prima regione ‘plastic free’ del Paese”

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(c.s.) Un appello ai 1200 Comuni piemontesi affinché adottino all’unisono una mozione che vieta l’utilizzo della plastica monouso sui loro territori, anticipando di 2 anni la direttiva comunitaria. Obiettivo diventare la prima regione plastic-free d’Italia. A lanciare l’idea i giovani di ANCI Piemonte, autori di una mozione-tipo recapitata in questi giorni ai sindaci piemontesi e scaricabile direttamente dal sito dell’associazione.
“Conosciamo tutti il problema dell’inquinamento da microplastiche, molti Comuni hanno già adottato iniziative autonome – spiega il coordinatore di ANCI Giovani Piemonte, Lorenzo Puliè Repetto – ma vogliamo andare oltre l’occasionalità e, con i nostri 1200 Comuni, pensiamo di poter fare la differenza. In questi giorni, abbiamo predisposto una mozione che stiamo inviando a tutti i Sindaci e ai consigli comunali. Ci appelliamo a loro, affinché raccolgano una sfida epocale”.
Bandire la plastica vuol dire modificare drasticamente le proprie abitudini quotidiane. Un’impresa ardua ma di estrema importanza, considerato che la posta in palio è il futuro del pianeta. Lo sa bene l’Europa, che dal 2021 vieterà definitivamente l’utilizzo di 10 prodotti monouso considerati in assoluto i più inquinanti, come piatti, posate, cannucce, contenitori e tazze di polistirolo espanso e cotton fioc (questi ultimi già banditi da quest’anno). Si stima che ogni anno finiscano in mare 8 milioni di tonnellate di plastica, l’equivalente di un camion ogni minuto. Le microplastiche, impossibili da recuperare, soffocano l’ecosistema marino e, nella “migliore” delle ipotesi, vengono ingerite dai pesci che finiscono sulle nostre tavole riempiendo di polietilene anche il nostro organismo.
“Con la nostra mozione – spiega Puliè Repetto – invitiamo i Comuni ad attuare una serie di iniziative virtuose che vanno dall’adesione alla ‘Plastic Free Challenge’ del Ministero dell’Ambiente all’installazione di distributori d’acqua pubblici sul proprio territori. E, ancora, dall’istituzione delle Consulte Ambiente nei vari Comuni all’emanazione di bandi di gara che escludano automaticamente tutte quelle aziende che non utilizzano materiali biodegradabili. Si tratta ovviamente di un lavoro enorme – conclude il coordinatore di ANCI Giovani – tuttavia siamo fiduciosi perché abbiamo predisposto una mozione universale, in grado di mettere assieme le varie sensibilità politiche e le numerose proposte formulate finora sull’argomento”.

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