BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA: Sandro Delmastro: “Politici ‘ladroni’? Mettiamoli dentro senza pietà e perdono…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Il recente arresto di Marcello De Vito, presidente grillino del Consiglio Comunale di Roma, non delude e non ossessiona tanto per il fatto specifico – i ladri, come gli onesti, dal 1945 ad aggi, stanno, malauguratamente, in tutti i partiti – ma perché sottolinea la fine di una illusione, ovvero che i grillini siano strutturalmente diversi dagli altri. Questo è molto, molto triste anche perché sottolinea come non servono tanto le leggi a combattere la corruzione, ma piuttosto la coscienza, la responsabilità etica personale, la forza d’animo che non hanno preconcette etichette politiche.
E senza dire che la correttezza dovrebbe comunque trovare sfogo in tutte: è sufficiente ricordare il Presidente del Consiglio Benito Mussolini per avere il convincimento che nessuno ‘oserebbe’ rubare ! La risposta del “sistema” è però la solita: moltiplicare le carte illudendosi così di migliorare le cose. Un esempio lampante quanto ridicolo è la nuova normativa – voluta proprio dai “5 Stelle” – per cui ogni candidato alle elezioni comunali dovrà allegare alla propria candidatura autenticata, oltre ai certificati consueti, anche quello penale ed un curriculum vitae. Pensate: a Verbania l’altra volta ci furono oltre 400 candidati per 32 posti in consiglio comunale.
Il Tribunale (già in crisi di personale) dovrà quindi emettere centinaia di documenti del tutto inutili per un buon 90% di candidati che non verrà mai eletto. A mio sommesso parere sarebbe stato molto più semplice una auto-certificazione personale di non essere in situazioni di ineleggibilità, da documentare – semmai – solo al momento della effettiva elezione. Possibile che nessuno ci abbia pensato? Intanto per presentare una lista servono così ora centinaia di euro di bolli e diritti, oltre ad un ennesimo ed inutile peso burocratico sia per chi i documenti li chiede sia per chi deve prepararli. Oppure mandarli in galera senza alcuna pietà e senza possibilità di uscire dal carcere.

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