BI24_FLASH_SANITA’ BIELLESE IN CRISI?/2. Il ‘documento Chiorino’: “Sempre meno medici: il Territorio non può farne a meno…”

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_Elena Chiorino (Sindaco Ponderano)
I Sindaci esprimono estrema preoccupazione per i dati forniti dalle statistiche ufficiali da cui emerge come, nei prossimi 5 anni, in Italia, mancheranno 20 mila medici. Evidenziano che il Biellese, per sua conformazione territoriale, necessita di presidi sanitari sia nelle zone di montagna sia nelle zone di confine: aree che non possono essere private di adeguata copertura da parte del SSN. Rappresentano che per la nostra ASL le maggiori problematiche, dovute alla carenza di MMG ed Ospedalieri, già si ravvisano nelle difficoltà di presidio del territorio ed ancora nella difficoltà della gestione dell’attività del pronto soccorso, del contenimento delle liste d’attesa, della disponibilità di specialisti e, in modo specifico, nella disponibilità di medici di medicina d’urgenza.
Il problema di base risulta dunque il c.d. “reclutamento dei medici” dovuto ad una carenza di medici effettivamente impiegabili. Per quanto riguarda i Medici di Medicina Generale, le Scuole di Formazione dei MMG sono di competenza regionale. L’Assessore Saitta ha dichiarato che il Piemonte avrebbe avuto, nel triennio 2018-2021 un incremento di 68 posti definiti in sede di Commissione Salute della Conferenza delle Regioni (tra l’altro risulta che, per quanto concerne proprio le borse specialistiche, nel 2018 la Regione Piemonte ne abbia finanziate solo 10 in più). Le borse di studio di Medicina Generale e, quindi, i posti disponibili, sarebbero dunque aumentati da 119 a 187. Sicuramente un miglioramento, ma la piena valutazione si può fare solo nel momento in cui siano resi noti i numeri del turn over previsto.
I Sindaci chiedono che in sede di Conferenza dei Sindaci vengano illustrate, sia in termini regionali sia nel computo specifico dell’ASL BI, la previsione e la relativa programmazione – in termini almeno quinquennali – che evidenzino se i nuovi posti implicheranno un saldo positivo o, almeno, uguale rispetto ai medici in uscita o se sarà comunque un saldo negativo. Medicina di Urgenza, Ortopedia, Rianimazione – citate nello specifico in quanto risultano essere le specialità in cui il territorio Biellese rischia di subire la maggior carenza – e tutte le altre specialità sono invece di competenza delle Università. La preoccupazione deriva dalla mancanza di coordinamento e programmazione – anche a livello nazionale – che rischia di tradursi in una grave sofferenza del servizio pubblico. La mancanza di specialisti sta, infatti, determinando l’assenza di
concorrenti nei concorsi banditi dalle aziende sanitarie.
Si chiede pertanto alla Regione Piemonte quantomeno un’azione da intraprendersi quale investimento per il futuro prossimo dell’operatività ospedaliera in quanto dopo l’ultimo periodo di formazione possono essere più agevolmente integrati presso le strutture ospedaliere – che promuova l’acceso degli specializzandi al lavoro in ospedale oltre a fornire anche in questo caso, per ogni specialità, i computi degli specializzandi rispetto alle effettive necessità e i relativi saldi sia in termini regionali sia nello specifico dell’ASL BI. Si precisa che il ricorso agli specializzandi dell’ultimo anno non può essere la soluzione del
problema, ma solo un correttivo urgente per effettuare una attenta analisi dei fabbisogni che al momento non è mai stata fatta o fatta al gran ribasso.
I Sindaci chiedono sia al Direttore Generale dell’ASL BI sia all’Assessore Saitta quale sia la strategia definita per il superamento di queste problematiche, se tale strategia possa essere ritenuta risolutiva a livello strutturale e che vengano fornite, in sede di Conferenza dei Sindaci, le proiezioni dei risultati che prevedono di ottenere da tali azioni. I Sindaci rappresentano l’evidenza che l’incremento del numero di posti disponibili in specialità è
un provvedimento da attuarsi urgentemente e che, di certo, avrebbe effetti positivi sul medio/lungo termine. Chiedono pertanto correttivi rapidi e tempistiche dettagliate di tale incremento. I Sindaci evidenziano che il finanziamento indistinto a favore dell’ASL di Biella è fermo dal 2014 nonostante la gestione del nuovo ospedale comporti costi aggiuntivi per circa 12 milioni di euro l’anno e che l’uscita dal Piano di Rientro della Regione Piemonte non ha portato risorse aggiuntive all’ASL BI che dovrebbero essere invece riconosciute.
I Sindaci ribadiscono la richiesta di sblocco dei 20 posti letto di continuità assistenziale il cui progetto, già presentato da ASL BI, ad oggi, non è ancora stato autorizzato dalla Regione. Ricordano che sul territorio Biellese si è al di sotto dei parametri regionali e che pertanto non si comprende perché tali posti non vengano immediatamente autorizzati e sbloccati. I Sindaci richiedono una visita che preveda un’illustrazione dettagliata del Laboratorio Analisi e, contestualmente, ribadiscono sia la ferma convinzione che gli esami ad alta automazione debbano essere effettuati a Biella, sia la contrarietà della previsione di spostare tale attività su Novara. Se fosse necessario, ricordano altres^ che l’investimento sul Laboratorio Analisi è stato di 11 milioni di euro e che certo non è accettabile che questo si tramuti in macchinari sottoutilizzati o, addirittura, inutilizzati.

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