BI24_FLASH_IL FATTO. “Cracking Art” per Biella “Città Creativa Unesco”… Ma questo titolo, alla fine, quanti posti di lavoro porta?

cracking art piazza Duomo 2

_Roberto Scucca
Biella sogna di diventare “Città Creativa dell’Unesco”, la società civile si compatta, con politici, industriali e cittadini uno a fianco all’altro e, dal passato, chi ritorna per sostenere questo progetto che, più che un incentivo sembra l’ennesimo – sterile – premio alla carriera del mondo tessile che fu? Quei ragazzacci creativi della “Cracking Art”, che negli anni Novanta si fecero conoscere in tutto il mondo, grazie ai loro vistosi animali di plastica colorata.
Questa volta, niente pinguini gialli o tartarughe rosse, ma alcune chiocciole di varie tinte, che per gli autori dell’opera, Kikko Cagna, Alex Angi, William Sweetlove, Marco Veronese e Sergio Nucara, simboleggiano i piccoli passi, “Il procedere per gradi e in modo sicuro verso un obiettivo”. E non solo: “Con la sua casa la chiocciola – dicono – è associata non solo alla dimensione domestica ma anche alla comunicazione e, in Italia, al simbolo della posta elettronica”. Verranno “installate” tra piazza Duomo ed il Battistero.
Boh. Sarà, ma in questo Biellese che prima ha svuotato le fabbriche e adesso le sta facendo crollare giù, in questo Biellese che si crogiola ogni giorno, ormai da anni, tra la mediocrità dei molti, troppi suoi interpreti principali e l’incapacità di trovare soluzioni, reali, al Tessile ed alla crisi dei posti di lavoro, forse ci vorrebbe qualcosa di più concreto.
In che senso? Si staranno chiedendo il sindaco di Biella Cavicchioli e, magari, anche il grande Nino Cerruti in questo momento. Semplice: i biellesi normali, quelli che ruscano e faticano, dopo anni di cazzate tipo “The Art of Excellence”, di fronte ad un progetto come questo, ormai hanno una sola, inequivocabile e perentoria domanda… Quella “roba” là dell’Unesco, quanti posti di lavoro porta?

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