BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Raffaella Spaudo: “La scuola italiana dovrebbe raccontare la storia. Ma quei professori di parte…”

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_Raffaella Spaudo
Vale forse la pena di ragionare su quel che accade, drammaticamente, ormai ogni giorno: troppi insegnanti, maschi e femmine, esprimono il loro personalissimo pensiero ‘di parte’. Per il vero la scuola pubblica dovrebbe ricordare che il proprio compito è quello di trasmettere alle nuove generazioni, sulla base di valutazioni oggettive e quindi obiettive, ‘gli elementi fondamentali ed oggettivi della storia, della cultura, della scienza o, in una parola riassuntiva, della nostra civiltà’.
Questo, almeno, dovrebbe essere il principio su cui basarsi la nostra storia. In realtà siamo ben distanti (o addirittura drammaticamente distanti) dagli elementi di ‘imparzialità’ e di ‘neutralità’ che vengono metodicamente ‘traditi’ dai soliti zelantissimi docenti che interpretano il cosiddetto ‘scibile’ attraverso ‘lenti’ ideologiche di parte. Non a caso alcuni giornali quotidiani ci hanno offerto esempi significativi: ogni anno, il 27 gennaio, al fine di
commemorare le purtroppo numerose vittime dell’Olocausto, i docenti spiegano in ogni modo agli alunni le atrocità commesse dai nazisti nel corso della seconda guerra mondiale.
L’altra ‘scadenza’, il 10 febbraio, dovrebbe essere il “Giorno del Ricordo” per celebrare i purtroppo numerosissimi martiri italiani delle ‘foibe’, massacrati senza pietà dai comunisti di Tito: gli insegnanti che ne parlano, purtroppo, in classe rappresentano la minoranza assoluta del corpo insegnante, pur nella consapevolezza che così si compie un vero e proprio ‘delitto storico’: ma riusciremo – ne siamo certi ! – a vincere questa importantissima battaglia di verità e di civiltà!

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