BI24_FLASH_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Usa: l’audizione dell’ex avvocato di Trump si rivela un flop…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
A Michael Cohen, un tempo uno degli avvocati personali di Donald Trump che in seguito gli si è rivoltato contro, è stato chiesto durante l’audizione della Commissione di Supervisione della Camera il 27 febbraio, molto pubblicizzata dai media, se avesse prove di collusione tra Trump, la sua organizzazione elettorale e la Russia. “Non ne ho”, ha risposto, “ma ho i miei sospetti”. Questo semplice scambio, che si aggiunge all’incapacità degli inquirenti di trovare una “pistola fumante” che provi la collusione, dopo ventidue mesi di tentativi e vessazioni di potenziali testimoni, dovrebbe porre fine alla montatura contro il Presidente.
Anche se i democratici anti-Trump, i neoconservatori repubblicani e i ‘media’ tifosi hanno definito la testimonianza di Cohen “una bomba” che potrebbe porre fine alla Presidenza di Trump, in realtà essa è stata solo la testimonianza di un piccolo uomo che si è inventato delle storie dopo essere stato minacciato dagli inquirenti”. La testimonianza è stata scritta dal suo avvocato, Lanny Davis, ex consigliere speciale del Presidente Bill Clinton. Cohen ha definito, da furibondo e da scorretto, Trump un razzista, un bugiardo e un imbroglione, parlando di svariati eventi che secondo lui lo avrebbero portato a queste conclusioni.
Tuttavia è stato confermato che dopo questi eventi, che ha descritto come determinanti per la sua conversione sulla via di Damasco, Cohen cercava editori per un libro in cui proclamava il suo amore eterno per Trump! Quando gli è stato chiesto se il Presidente gli avesse detto di mentire nella sua audizione del maggio 2017 al Congresso, Cohen ha ammesso che Trump gli disse che voleva che collaborasse con gli inquirenti. Questo commento è stato interpretato dagli anti-Trump come un tentativo del Presidente di mandargli messaggi in codice.
Da allora Cohen si è dichiarato colpevole di frode fiscale e bancaria, irregolarità finanziarie nella campagna elettorale e di aver mentito al Congresso. La frode bancaria e fiscale riguarda i suoi affari personali; gli esperti legali dibattono se il fatto che abbia pagato il silenzio di alcune donne che sostenevano di aver avuto una relazione con Trump prima della sua elezione presidenziale costituisca davvero una violazione delle leggi sui finanziamenti elettorali; e le menzogne al Congresso di cui si è dichiarato colpevole riguardano le date in cui stava negoziando un affare con la Russia per conto di Trump, e di cui non ha prove del coinvolgimento di quest’ultimo.In altre parole, la sua testimonianza non ha fornito nuove prove per l’inchiesta di Robert Mueller, tesa a destituire Trump, e potrebbe contenere una serie di nuove menzogne al Congresso.
L’unica cosa certa è che i sette incontri che ha avuto col team di Mueller e altri incontri con gli inquirenti del Distretto Sud di New York l’hanno convinto che mentire è la migliore difesa. L’aspetto più dannoso della sua audizione è stato il momento in cui si è tenuta: lo stesso giorno in cui Trump incontrava il Presidente nordcoreano Kim Jong-un, chiaramente per distrarlo durante un incontro cruciale per la sicurezza nazionale e globale. Nel sistema legale americano, nessuno può essere ritenuto colpevole solo perché vi sono dei “sospetti” che abbia fatto qualcosa.
Il “Russiagate” puntava a sollevare dei sospetti per impedire che un Presidente eletto mettesse in pratica le sue promesse elettorali. È tempo che si metta fine a questa inchiesta: la buffonata è finita e soprattutto il mondo dei ‘democratici’ ha di fatto perduto la sua battaglie contro quella ‘repubblicani”. Michael Cohen, del tutto ‘scorretto’ nei confronti del ‘suo’ avvocato di fiducia (!) Donald Trump, ha perduto malamente e vergognosamente la ‘guerra’ (pagata probabilmente dai ‘democratici’)!

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