BI24_FLASH_PUNTI DI… SVISTA. Raffaella Spaudo: “Tutti i drammi che vengono dimenticati, nel… Giorno della Memoria”

Preparations For The 70th Anniversary Of The Liberation Of Auschwitz-Birkenau

_Raffaella Spaudo
Anche quest’anno è appena passato il ” Giorno della Memoria” e i media si sono spesi abbondantemente a ricordarcelo ma se è giusto ricordare la Shoah, è doveroso non dimenticare gli altri genocidi del passato che sono stati relegati in uno spazio buio e dimenticato che non trova spazio nei telegiornali e sui social. La storia umana è costellata di massacri, persecuzioni e pulizie etniche che per inaudita violenza, brutalità e numero di vittime non sono seconde al dramma ebraico. Eppure solo la Shoah trova solenne celebrazione nei cinema e sui libri, soprattutto scolastici.
Il sospetto è che la Shoah possa essere usata come strumento politico e ideologico a sostegno d’Israele, come attenuante e scudo per la politica repressiva condotta in Palestina o a sostegno della furiosa lotta della sinistra contro i nazional socialismi, fatto sta che numerosissime vittime di altri genocidi nessuno si prende la pena di nominarle.
Per questo motivo il 27 gennaio voglio ricordare: le vitteme delle foibe dove circa ventimila nostri fratelli torturati, assassinati e gettati in crepacci (le fenditure carsiche usate come discariche) dalle milizie della Jugoslavia di Tito alla fine della seconda guerra mondiale; il genocidio del popolo armeno, un milione e mezzo di uomini, donne, vecchi e bambini scientemente eliminati dal governo turco nel 1915; i dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel corso del XIX secolo a cui si aggiungono le vittime indigene della colonizzazione del Sud America e del Canada per un totale di circa 100 milioni di morti; i quattordici milioni di africani prelevati dalla loro terre e resi schiavi dagli americani per essere utilizzati come animali da lavoro. A questi si aggiungono le vittime dell’Apartheid in Sud Africa; i sette milioni di morti in Ucraina dal 1935 al 1937 a seguito delle carestie provocate intenzionalmente dal regime stalinista in quello che era considerato il granaio d’Europa; i quattro milioni di civili vittime dei bombardamenti terroristici alleati in Italia e Germania; i tre milioni di civili massacrati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania sul finire del secondo conflitto mondiale; le vittime dei bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki, inferti dagli Americani al solo scopo di testare i nuovi ordigni, quando il Giappone aveva già avviato le trattative per la resa; i tre milioni di vittime civili dell’Armata Rossa nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan a cui si aggiungono i morti dell’attuale occupazione americana; i due milioni di cambogiani (su sei di abitanti) morti nel loro Paese trasformato dai Khmer Rossi in un immenso campo di concentramento; le vittime decedute per fame e torture nei gulag comunisti di tutto il mondo (compresa la Cina con la quale l’Italia e l’Occidente intrattengono ottimi rapporti d’affari), stima oscillante fra i 200 e i 300 milioni di persone; i desaparecidos, vittime della repressione anticomunista dei regimi filoamericani in Argentina e Cile e le migliaia di scomparsi per mano dei regimi golpisti in Grecia e Turchia negli anni ‘70; i massacri in Ruanda, Etiopia, Congo e nel resto dell’Africa centrale per motivi tribali. In quei Paesi, una volta autosufficienti, manca il cibo, ma non le armi fornite a piene mani dagli occidentali che condizionano e sostengono i peggiori regimi dittatoriali per controllare i ricchi giacimenti minerali; le vittime della persecuzione anticristiana nel Darfur e nei paesi islamici. In Sudan i cristiani uccisi dalla bande schiaviste ammontano ad
oltre due milioni. E l’elenco continua… Basta giorni filo-politici tipo 27 gennaio e 25 aprile, è ora di avere un giorno della memoria per tutti i genocidi del genere umano.

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