BI24_FLASH_IL FATTO/3. Cristina Patelli, Lega: “Giustizia per la bimba biellese malata grave, di cui lo Stato si è dimenticato…”

lega-cristina-patelli-biella24-005

(c.s.) Da anni, nel Biellese, una famiglia attende un risarcimento dallo Stato: una bimba di 9 anni si ammala a seguito di una vaccinazione, una sentenza del 2014 riconosce la legittimità della causa e condanna il Ministero della Salute ad indennizzarla con oltre 200 mila, una cifra comprensiva di risarcimento, arretrati e interessi. Ma nulla viene mai pagato. Venuta a conoscenza della vicenda, l’onorevole Cristina Patelli si è immediatamente interessata e ha deciso di reperire la documentazione per provare a sbloccare uno stallo che, a distanza quasi di cinque anni, è ormai inaccettabile: “La malattia, riconosciuta dalla sentenza – spiega Patelli – è la piastrinopenia autoimmune, una malattia rara che in una forma di questo tipo colpisce una persona ogni 30mila e che ha colpito la piccola biellese di 9 mesi nel 2009. Per giungere ad una sentenza bisogna attendere fino al 2014 alla famiglia e alla piccola, la cui vita è cambiata per sempre, viene riconosciuta giustizia, un vitalizio necessario per le cure mediche, i ricoveri e tutti i disagi provocati dalla malattia”.
Cristina Patelli ha raccolto così tutte le informazioni del caso e, colpita dal fatto che lo Stato abbia persino smesso di rispondere alla famiglia, conclude: “Ho letto che la famiglia ha trascorso le feste di Natale all’ospedale e la cosa che trovo maggiormente assurda è che alle sollecitazioni, dovute, di due genitori che sono arrivati al punto da non avere più risorse per provvedere all’ordinario, e non certo perché li hanno sprecati, l’atteggiamento dello Stato che dovrebbe tutelare queste persone sia addirittura di chiusura. Cercherò di comprendere dove vicende come questa, che certamente non sarà l’unica, si arenano perché fra le tante cose che dovevano cambiare e che non sono state cambiate dai proclami dei governi precedenti ci sono anche queste, che prima ancora che per giustizia vanno risolte per rispetto nei confronti delle persone. Rispondere ad una madre stanca e frustrata che la sua storia non è una priorità è una risposta inaccettabile”.

Annunci

I commenti sono chiusi.