BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Quelli buoni e quelli cattivi: gli sbarchi, i terremotati e le televisioni…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Sono finalmente sbarcati a Malta i 49 profughi lungamente rimasti a bordo delle due navi (una olandese, l’altra tedesca) ferme da giorni davanti a La Valletta. Alla fine a risolvere concretamente il problema ha contribuito la “piccola” Chiesa Valdese, non il Vaticano cui purtroppo non pare che i “grandi” paesi europei abbiano dato un minimo di attenzione. Dal punto di vista umanitario dobbiamo esserne tutti contenti, anche se l’Italia nel frattempo ha accolto ed assistito altri profughi (come 2 giorni fa a Crotone) nel consueto disinteresse europeo.
Rifletto… Ma perché non c’è altrettanta e quotidiana attenzione dei media per i milioni di italiani in difficoltà economiche, per quelli che da anni aspettano le case popolari, per gli esodati senza pensione o per i giovani italiani senza lavoro costretti ad emigrare? Persone anche loro, magari da considerare non “a pacco” ma viste singolarmente, ogni situazione una per una. Detto serenamente senza polemiche e senza discriminazioni di pelle e di fede (ma neppure al contrario!) questi nostri connazionali non meriterebbero anche loro maggiori attenzioni e interventi?…
Perché 49 persone meritano l’attenzione generale, l’indignazione della Chiesa, le dichiarazioni dei politici, decine e decine di servizi TV (sempre gli stessi filmati) e migliaia e migliaia di persone in lista d’attesa per avere riconosciuti dei propri specifici diritti come semplici cittadini italiani invece non fanno mai notizia? Pensate ai terremotati cosa stanno vivendo per il terzo inverno sotto la neve, ai disperati senza risorse, agli anziani soli, a chi vive in stamberghe con una pensione sociale da 458 euro/mese (la metà del “reddito di cittadinanza”…).
Perché attenzione, commozione e solidarietà non sono mai uguali per tutti? Io ascolto i TG e mi sento rivoltare lo stomaco: non solo sull’immigrazione sono diventati una cantilena monocorde a senso unico. Per esempio Donald Trump è sempre “cattivo” perché vuole il muro al confine messicano (quanti sanno che all’inizio quel muro lo avevano voluto e votato proprio i democratici compresi gli allora senatori Obama e Clinton?), ma il concetto che con i clandestini dal Messico arrivino negli USA anche fiumi di droga nessuno lo dice e quindi in Italia non conta.
Spiegatemi perché fa più fino un disperato del Nicaragua che non un americano (o italiano) senza lavoro, ma comunque con il mutuo da pagare, famiglia a carico e a cui sequestrano la casa. Al contrario di Trump il presidente cinese Xi (un dittatore, non un presidente!) invece è… “buono” e quindi se minaccia Taiwan, se perseguita i cristiani, i buddisti, i dissidenti non importa a nessuno: Così come nessuno spiega come la Cina sfrutti e distrugga l’Africa, creando oceani di povertà ed è quindi una delle cause dirette del movimento migratorio verso l’Europa.
Allo stesso modo nessuno illustra la schiavitù nei paesi arabi del Golfo o la condizione delle donne nei paesi islamici, come nella “buona” Arabia Saudita. Il neo-presidente del Brasile Bolsonaro è un altro, recente nuovo acquisto tra i “cattivi” e quindi, descritto ‘mezzo pazzo’ come Trump… Ma se uno sta una settimana in Brasile capisce come vivono i brasiliani e perché lo hanno votato, ma d’altronde i nostri media non mostrano la miseria, la corruzione, la violenza, lo sfacelo creato dal “democratico” (e ladro) ex presidente Lula e dai suoi sinistri successori, che – come ultimo regalo all’Italia – hanno fatto nuovamente scappare il pluriomicida Cesare Battisti (a proposito, ma dov’erano i nostri 007?).
E’ tutto va avanti sempre così: se sei di sinistra allora sei “buono”, altrimenti sei etichettato “cattivo a vita” e questo vale per la TV, i libri, la “Kultura”, il cinema, la Chiesa, la scuola, l’informazione, la satira, l’economia, il festival di Sanremo ecc.ecc. Riflettete: dietro la “solidarietà” che va in onda a reti unificate lamentando la durezza di cuore dei “cattivi” alla Salvini o alla Meloni non c’è anche tanta, troppa demagogia e strumentalizzazione politica? Io credo proprio di sì.

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