BI24_FLASH_CULTURA E SALUTE. Biella: con “NuovaMente”, una serata dedicata ad Umberto Veronesi ed al suo insegnamento

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(c.s.) L’associazione culturale NuovaMente organizza per giovedì 10 gennaio alle 20,45 presso l’Aula Magna Itis “ Q.Sella” via Fratelli Rosselli 2 – Biella una conferenza con la dottoressa Maria Giovanna Luini-Gatti “Il grande lucernario. La lezione di Umberto Veronesi e la nuova via per la cura” con ingresso libero. Questa è la storia di una rivoluzione e di una sfida. La vita di un medico che si dedica per tanti anni alla medicina in un centro di eccellenza internazionale e allo stesso tempo si arricchisce di uno sguardo olistico. Perché la sfida è tenere insieme gli inviolabili poteri della scienza e la nostra parte misteriosa. Siamo esseri complessi e meravigliosi: il corpo fisico è solo una parte di noi.
Ecco perché la medicina dovrebbe aprirsi a filosofie e pratiche che non hanno a che fare solo con la parte tangibile o con la cosiddetta «psiche». E mettere al centro la ricerca della cura unica e speciale per ognuno di noi. L’ascolto e il rispetto di chi ha bisogno, la comprensione e l’empatia, l’accompagnamento nel percorso della guarigione. La storia della dottoressa Giovanna Gatti, senologa, Maria Giovanna Luini quando scrive libri, è il percorso di un medico che non abbandona le proprie radici ma le oltrepassa e approfondisce questioni che alcuni definiscono come meramente «alternative».
E tutto accade durante l’esperienza più incredibile della sua vita, cioè nei sedici anni fianco a fianco di Umberto Veronesi. Perché l’eredità di Veronesi non si chiama solo chirurgia. Ciò che impariamo da un maestro non è dire fare e pensare quello che il mondo si aspetta da noi, ma dire fare e pensare quello che siamo, per sentirci davvero vicino al nostro cuore di verità, dentro la scoperta continua e irripetibile del mistero di esseri umani. Nella serata verrà ricordata anche la figura del padre della dottoressa il dottor Abele Gatti. Medico “senza segreteria telefonica” , che amava stare tra la gente e che ha passato la maggior parte della sua vita a salvare vite umane.
Aveva scelto di prestare servizio esclusivamente nel suo paese d’origine, lasciandosi alle spalle il ”lustro” di lavorare in ospedale, per giunta da primario, per dare la priorità alla sua gente. Voleva sempre esserci per i suoi malati e per questo scherzava sui medici con la segreteria telefonica e per lui non aveva senso fare questo mestiere se non era reperibile. Detestava quando le persone si presentavano da lui chiedendogli di prescrivere medicinali, perché sosteneva che un dottore deve prima visitare un paziente e poi prescrivere le medicine. Il ricavato della vendita del libro andrà alla Mensa del Povero di Biella.

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