BI24_FLASH_LA STORIA. Biella: chiama la polizia per difendersi dal vicino prepotente, viene denunciato per… aver fatto il 113

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Il 2019 è appena iniziato, ma in strada Cantone Vindolo, al Vandorno, l’anno nuovo si è aperto più o meno come si era chiuso il 2018: con un colpo di scena, l’ennesimo, nella “battaglia” senza fine tra due vicini di casa per un pezzo di strada… tutt’altro che comune. Da una parte il proprietario legittimo che da anni vorrebbe soltanto giustizia ed un po’ di tranquillità, dall’altra il dirimpettaio prepotente, che vorrebbe invece appropriarsi di ciò che non possiede, sfruttando oltre ogni limite le sue amicizie politiche e non, all’interno del Comune di Biella.
I protagonisti della vicenda, ci avevano lasciati a fine novembre quando il proprietario vero, era stato costretto a chiamare la Polizia perché il vicino aveva fatto intervenire una ditta edile, per svolgere dei lavori su di un terreno assolutamente non suo. Gli agenti, prima avevano bloccato gli operai, poi, dopo la “solita” telefonata prepotente negli… uffici che contano, erano stati praticamente costretti a lasciare strada Cantone Vindolo, mentre i lavori riprendevano. “Ordini superiori”, che non avevano impedito al proprietario del terreno di ringraziare comunque i poliziotti, per l’impegno profuso fino a quando gli era stato permesso.
A poche ore dalla mezzanotte più attesa dell’anno, però, ecco l’ennesima puntata e l’ennesimo colpo di scena: il proprietario “vero”, che dopo aver appurato che nemmeno il Comune di Biella aveva approvato quei lavori, ancora una volta, aveva denunciato il dirimpettaio, viene informato di… essere stato denunciato. Dalla Procura di Biella. Che gli contesta di… aver minacciato gli agenti di Polizia intervenuti nel novembre scorso, cercando di costringerli a commettere un atto illegale. Insomma: colpevole di… aver chiamato il 113 per difendersi! E questo, nonostante in Tribunale sappiano molto bene, di tutte le angherie che questo cittadino ha dovuto subire in questi anni, di tutte le volte che, sconsolato, ha dovuto mostrare il documento del Catasto e della Conservatoria, l’unico documento valido che attesta e certifica la sua proprietà.
Un caso di “lite tra vicini” tutto sommato semplice, che si sarebbe potuto risolvere già da tempo con l’intervento di un agente di Polizia locale ed un po’ di buon senso e che invece, è ormai diventato – in una maniera o nell’altra – un’ossessione quotidiana per tutte le parti in causa; uno spaccato triste, della pochezza amministrativa, politica e sociale, che sta inquinando Biella in questi anni, trasformandola in un paesotto, dove il favore all’amico smette di essere peccatuccio e diventa violenza al di sopra della legge.

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