BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Non siamo più adeguati e pronti culturalmente, per i nostri figli…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Riesco con difficoltà a comprendere la ragione della nuova ‘incompatibilità’ fra genitori e figli dai 12 ai 17 anni. Oramai, in realtà, essi si parlano ‘poco, o addirittura non si parlano per nulla. Sembra quasi che sia possibile ‘inventare’ una ‘distanza’ di tre o quattro generazioni fra padri e figli!
Ed i genitori sono in realtà profondamente e colpevolmente disattenti: questo ’silenzio’ o comunque questo ‘tempo’ trascorso ‘in prossimità’ non è ‘vissuto’ ma ‘sopportato’: prevale il rispetto che si esprime con il silenzio, mentre il dialogo è una perdita di tempo, almeno da parte dei figli. E’ il concetto stesso di ‘famiglia’ che è mutato profondamente: sembra decorso e comunque superato il periodo in cui aveva la prevalenza la ‘parentela’, il ‘casato’, la ‘stirpe’, il ‘ramo’e la ‘discendenza’, sì da creare la vera e propria ‘genealogia’.
Come ben si comprende, nella semplice ‘vicinanza’, non nascono, non si svolgono, né maturano ‘conoscenze’. Non si comunica più attraverso il dialogo, la discussione magari anche accesa, e persino mediante il ‘litigio’, e cioè lo scontro fra opinioni ed idee a volte irrimediabilmente diverse ed anche opposte.
I ragazzi(ni) ed i ragazzi dai 12 ai 17 anni sono, terribilmente e pericolosissimamente, ‘silenziosi’, salvo nel reciproco rapporto interno fra di loro, quando addirittura invece ‘esplode’ il ‘gruppo’ di centinaia e centinaia di soggetti, che ‘stanno bene insieme’, che amano ‘bere’ (e sicuramente non… coca-cola), assumere sostanze stupefacenti, e vedere ‘luci psichedeliche’ in ogni dove, assistite da musiche inverosimilmente elevate ed assordanti come volume.
Padre e madre – diciamocelo apertamente – sono quasi del tutto impreparati e comunque non pronti intellettualmente, ed incapaci di discorrere e di discutere in modo adeguato ed interessante per la cultura dei figlioli giovanissimi. Dobbiamo cominciare, anche se forse con grave ritardo, pensarci con grande serietà e preoccupazione: sono i nostri figli!

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