BI24_FLASH_L’EUROPA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Ma dove finirà questa Unione con 90 milioni di poveri?”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Il Presidente francese Macron, sostenuto dagli ‘eurocrati’ irriducibili e dannati, si atteggia a ‘campione’ di una maggiore integrazione della politica estera, di sicurezza e immigrazione dell’Unione Europea e addirittura fautore della creazione di un esercito europeo (quando non riesce ad offrire neppure una ‘pace’ interna e limitate alla Francia!). Ma proprio ora che aumentano le più che legittime proteste nell’UE per il crollo dei livelli di vita e per la sfacciata interferenza di Bruxelles in questioni di ‘sovranità nazionale’, spinte sovranazionali come la sua si ritorceranno alla grande. E’ opportuno ricordare che sono quasi 90 milioni i cittadini dell’UE che vivono al di sotto del livello di povertà in Europa, e il numero purtroppo continua a cresce.
Dalla crisi finanziaria del 2008, in particolare, le condizioni di vita in molti Paesi europei
sono deteriorate e il divario tra ricchi e poveri continua ad aumentare destando più che giustificate preoccupazioni. Vediamo dunque a casa nostra, e cioè in Italia: da noi, le persone a rischio di povertà sono salite, secondo stime ufficiali, da 15 a 18 milioni, per di più con oltre 4 milioni di italiani che vivono nella povertà assoluta. Questo spiega ragionevolmente per quale motivo sia stato eletto un governo cosiddetto ‘populista’! Ma la stessa situazione, anche se non vale a confortarci, si ripete in tutto il continente. La Cina, al contrario, ha sollevato dalla povertà quasi 800 milioni di cittadini negli ultimi decenni, creando una classe media di 300 milioni di persone, ed è impegnata a sradicare la povertà estrema entro il 2020.
Naturalmente, i parametri in Europa e Cina non possono essere paragonati come tali, ma è evidente che la tendenza in Europa è indirizzata nel verso sbagliato: nel 2010 l’UE ha stabilito l’obiettivo (piuttosto modesto!) di ridurre la povertà di 20 milioni di persone entro il 2020, ma da allora il numero di poveri è ancora aumentato, stando alle stesse statistiche di provenienza europea. Di conseguenza, aumentano anche la disperazione, la paura e il pessimismo intorno al futuro. Non solo la Cina, ma anche i Paesi emergenti aderenti all’Iniziativa ‘Belt and Road’ (o Nuova Via della Seta), puntano al verso giusto.
È ora che i leader europei, anche i più… imbecilli, riflettano seriamente sulle cause di questa differenza di prospettive e sul fatto che la politica economica adottata dalla dirigenza cinese sotto Xi Jinping sia paradossalmente molto più vicina al cosiddetto sistema americano di economia politica e alla più recente politica creditizia che consentì la
ricostruzione europea del dopoguerra (in particolare al cosiddetto “miracolo economico”), del ‘monetarismo neoliberista’ promosso proprio da Bruxelles e dagli stessi leader dell’Unione Europea. Con l’Europa appare ormai aperta tutta la crisi del nostro continente: o riusciamo a riconquistare la piena libertà delle scelte economiche e monetarie oppure siamo ormai prossimi al ‘fallimento’: gli ‘eurocrati’ ci hanno provocato soltanto immensi e forse irreparabili danni.

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