BI24_FLASH_DALL’OSPEDALE: un documentario web sulla malattia oncologica, realizzato dai pazienti e dagli operatori

ospedale-presentazione-docu-tumore-biella24

_Riceviamo da Asl Biella e pubblichiamo:
Un web-documentario realizzato da una Azienda Sanitaria per raccontare la malattia. Dall’interno all’esterno, non importa se siano le mura di un ospedale, di una casa di uno studio medico o di un’aula colorata. “I momenti delle verità e delle decisioni” https://www.vocieimmaginidicura.it/filmato/#Start è un potente strumento di comunicazione, ma è soprattutto un progetto coraggioso. Un progetto voluto dall’Asl di Biella, portato avanti in sinergia con la Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta, per dare un significato a una malattia, quella oncologica, a cui oggi, nonostante tutto, fatichiamo a dare un nome, per mettere in parola e in immagini cosa significa vivere una malattia oncologica e praticare la cura all’interno di un Ospedale, l’Ospedale di Biella.
Attraverso la conduzione di particolari interviste narrative, che hanno coinvolto 16 pazienti e altrettanti professionisti della cura (infermieri e medici), è stato possibile entrare in contatto intimo con chi vive la malattia oncologica, ma anche con chi si impegna quotidianamente, con dedizione e grande coinvolgimento personale, in una professione di cura. I racconti di vita e i significati di questa esperienze sono stati raccolti in un web-documentario e in un libro che comprendono diverse toccanti testimonianze centrate sui temi più significativi dell’esperienza di malattia e di cura oltre ad alcune riprese volte ad avvicinare il fruitore alla quotidianità del lavoro di cura. 16 pazienti, 16 operatori, 15 interviste. Un racconto fatto di video e immagini che diventa anche un libro (Le verità e le decisioni”, edizioni Pensa Multimedia, 2018, a cura di Vincenzo Alastra).
I momenti delle verità si compone di 15 interviste o dialoghi brevi dove a raccontare la propria esperienza ci sono pazienti e professionisti della cura. Il risultato è uno spaccato di vita vera: cruda, diretta, ma piena di emozioni proprio perché vita e perché come dice uno dei protagonisti intervistati, che oggi non c’è più: “questo male è democratico, non guarda in faccia nessuno, belli, brutti, neri, bianchi, gialli… lui prende tutti”. “Voci e Immagini di cura” nasce dalla voglia di dare un senso alla malattia, un significato anche alla sofferenza. In fondo ha l’ambizione, prudente, di donare speranza. Il design grafico, i video e le musiche consentono di immergersi nell’universo che ruota intorno alla malattia con uno stile capace di travolgerti ad ogni clip. È la descrizione di una prospettiva: quella di chi afferma con naturalezza che la parrucca la indossa solo d’inverno perché in fondo è un po’ come avere un “topo morto in testa”.
È il punto di vista di una Operatrice Socio Sanitaria, che con il suo lavoro ha imparato a comprendere il valore del sostegno e di ogni momento vissuto in modo intenso. È quello di un paziente che si ritrova ad osservare il mondo come se si trovasse dietro un muro di vetro e viene accompagnato, grazie alla sensibilità dell’infermiera, a condividere questa prospettiva con la sua cara moglie. È la quotidianità di un medico appassionato, dotato di una straordinaria capacità di comunicare con i suoi pazienti; anche quando con fermezza afferma che hai una malattia grave, ma che non stai ancora morendo e, per questa ragione, c’è ancora tempo per combattere. Un progetto strutturato per aprire una finestra sul mondo della cura e della malattia oncologica, realizzato con un team multidisciplinare e sostenuto dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta. (Responsabile del Progetto Vincenzo Alastra; Consulente fotografo e regista videodocumentarista – Manuele Cecconello, conduzione delle interviste narrative a cura di: Rosa Introcaso, Roberta Invernizzi e Monica Tescari; al gruppo di lavoro hanno partecipato 12 medici e infermieri del Dipartimento Oncologico dell’ASL BI).
Obiettivo che l’Asl di Biella da tempo persegue è quello di caratterizzare i propri percorsi di cura con progetti in grado di valorizzare l’importanza dell’umanizzazione: una umanità che di certo può aiutare a vivere meglio la malattia e che in molti casi aiuta a nutrirsi di speranza. Il tempo è un filo conduttore che lega tutte le storie: il tempo che non si ha e proprio per questo occorre far presto, quello che adesso si vuol vivere a pieno, quello che può cambiare improvvisamente. Il tempo. Anche quello atmosferico: dalle nubi, al cielo terso, al sole, fino alla neve… che fiocca fuori dalla finestra evocando ricordi indescrivibili. Perché, sì, c’è ancora tempo: c’è tempo per sperare e per immaginare di imbracciare nuovamente gli sci, arrivare in cima con la voglia e l’entusiasmo di provare ancora le emozioni che solo una discesa a grande velocità può regalare.

I commenti sono chiusi.