BI24_FLASH_UNA FOTO, DUE STORIE. Colpo di scena: la “bimba dell’alluvione” non si chiama Lorella Nofri, ma Dorina Cerri…

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Una foto, un dramma, due storie. In occasione dei cinquant’anni dalla tremenda alluvione che colpì la Valle di Mosso nel 1968, i carabinieri avevano deciso di ricordare quei giorni, mettendosi alla ricerca della bimba sconosciuta, immortalata in una foto dell’epoca tra le braccia di un loro collega.
Una indagine vera e propria, tra cronaca e storia, tra dramma e speranza, che alla fine è riuscita a portare a galla due vicende così simili da essersi “mischiate”, tra il fango di allora ed i ricordi un po’ sbiaditi di oggi. Quella bimba, che era poi stata portata in salvo – niente meno – che dall’elicottero del Presidente Saragat, si pensava fino alla scorsa settimana fosse Lorella Nofri.
E lo pensava anche lei, quando si era presentata dai militari ripensando con commozione ai quei giorni tragici. Anche lei era lassù. Anche lei era stata salvata da un carabiniere. Questione di particolari, uno su tutti: l’incredibile somiglianza tra la bimba della foto e quella bimba che ricordava di essere stata Lorella.
Ed invece no. La sua storia non è meno tragica o meno vera, ma in quella immagine in bianconero, tra le braccia coraggiose di quel carabiniere e la distruzione tutt’attorno, c’era Dorina Cerri, 55 anni, residente a Cossato. Mistero risolto, grazie all’aiuto di un collega ormai in pensione, Giuseppe Cossu di Vercelli, che contattato dai militari biellesi, di fronte a quella foto in cui è ritratto anche lui, non ha avuto dubbi.

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