BI24_FLASH_CATTOLICI OGGI/1: INTERVISTA ESCLUSIVA. Il nostro Emanuele Dondolin, ci racconta il Vescovo Roberto

ivrea-ordinazione-nuovo-vescovo-biella24-001

_Fratel Emanuele Dondolin
Vescovo Roberto siamo nel mese dedicato alle missioni. Cosa significa essere missionari oggi nel mondo come sposi, consacrati, religiosi diaconi e preti?
Premetto un ringraziamento per l’intervista e per l’attenzione da parte del giornale alla vita della nostra Chiesa locale e ai temi dedicati alla fede cristiana. Da tanti anni la Chiesa vive nel mese di ottobre la Giornata missionaria mondiale, che ha proprio il compito di aiutare tutta la comunità cristiana a riscoprire che in virtù della nostra fede siamo chiamati ad andare verso i fratelli per annunciare con la vita la buona notizia, il Vangelo di Gesù. In questo modo ecco che allora ognuno nel proprio stato di vita esercita, vive la propria missione. Faccio un esempio. Una mamma che si alza al mattino per accudire la sua famiglia, senza guardare l’orologio e sopporta tante fatiche quotidiane, e vive tutto questo con spirito di sincera fede e di amore agli altri è certamente una testimone del Vangelo. Così un sacerdote dedito alla sua missione. Un ragazzo che non si vergogna della propria fede, con i coetanei… In una battuta siamo tutti missionari, inviati ad annunciare quanto il Signore opera nella nostra vita.
Cosa direbbe a chi è già stato chiamato a questa bella vocazione? E poi cosa direbbe a chi invece ha paura di scegliere questa strada soprattutto quella sacerdotale?
Ripeto semplicemente le parole che hanno anche accompagnato i miei anni giovanili e poi gli inizi del ministero sacerdotale: Non avere paura di rispondere alla chiamata del Signore. E di far luce nella propria vita con l’aiuto di una guida saggia ed esperta, che aiuta a fare discernimento, a comprendere le vie del Signore. Mai fissarsi solo su se stessi… ma aprire il cuore con fiducia a chi ha una conoscenza dei tempi della vita cristiana.
Cosa significa per lei essere prete ora vescovo e quale é stato il momento in cui ha deciso di rispondere alla vocazione?
Anni fa, in occasione del suo cinquantesimo anniversario sacerdotale il santo Padre S. Giovanni Paolo II aveva riportato la storia della sua vocazione in un libro “Dono e Mistero”. Penso che anch’io possa dire che la chiamata del Signore è stata per me un dono e un mistero della sua bontà che mi ha afferrato e mi ha condotto passo per passo all’incontro con una comunità viva. Mi piace pensare che alla base della nostra chiamata forse non dobbiamo rispondere alla domanda chi io sono? Ma alla domanda “per chi sono”, la mia vita per chi è?
A Roma si sta concludendo il Sinodo dei vescovi. Sa dirci, per i più profani, cosa significa e quali tematiche sta affrontando?
Il Sinodo dei Vescovi è un’assemblea che riunisce i rappresentanti del Collegio apostolico di tutto il mondo ed ha il compito di essere d’aiuto al Papa offrendogli il frutto dei propri lavori su un tema o un ambito pastorale che gli è stato affidato. Fu voluto dal Papa Paolo VI nel 1965, per continuare l’esperienza del Concilio Vaticano II, espressione della collegialità dei Vescovi. Il Sinodo in corso è intitolato ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’, chiamato anche sinteticamente il Sinodo sui Giovani. Si conclude domenica prossima e siamo in attesa del frutto dei lavori. È una bella esperienza perché vi partecipano in qualità di invitati anche tanti giovani che sono stati di aiuto ai Vescovi per comprendere il mondo giovanile e camminare insieme.
Abbiamo appena iniziato l’anno pastorale diocesano: quale messaggio vuole lanciare ai suoi diocesani che stanno iniziando a conoscerla?
Quello di sempre, di vivere con slancio e gioia la propria fede, e di camminare insieme come Chiesa. L’anno pastorale è incentrato quest’anno sulla Carità e sull’Eucaristia. Un modo interessante per riscoprire che il centro è il Signore che nella santa Messa si dona a noi e che intorno a noi ci sono semi che sbocciano di bene e che occorre riconoscere e far fruttificare. Confido anche nella pazienza di tutti che sicuramente comprendono il mio stato d’animo, avendo appena iniziato il servizio episcopale in una Diocesi che sto imparando a conoscere e ad apprezzare ogni giorno.

I commenti sono chiusi.