BI24_FLASH_L’OMICIDIO DI PRALUNGO. Brillante operazione della Polizia: il 90enne Dino Baglione, ucciso dal vicino di casa

pralungo-omicidio-baglione-biella24-001

_Ros
E’ stato Lorenzo Osella, 36 anni, disoccupato e praticamente privo di fissa dimora. E’ questa l’identità dell’uomo che, nella notte tra il 28 ed il 29 settembre scorsi, dopo essere penetrato nella abitazione del 90enne Secondo “Dino” Baglione, in regione Malavecchia a Pralungo, ha prima tentato di rubare gioielli ed oro e poi, una volta scoperto dall’anziano, lo ha ucciso con alcuni violenti colpi di piede di porco alla testa, provando poi ad inscenare una morte naturale.
Quando, alcuni giorni dopo, i Vigili del fuoco e la Polizia avevano trovato il cadavere del pensionato, senza vita, disteso nel suo letto con un cuscino sul volto, avevano subito capito che in quel decesso, c’era qualcosa di strano. L’autopsia, aveva poi sciolto ogni dubbio: “Dino”, che era molto conosciuto in paese, era morto a causa di alcune profonde fratture alla scatola cranica. Da lì, era iniziata l’indagine della Questura, che nel giro di una decina di giorni ha portato all’arresto del colpevole.


Osella, i cui genitori defunti erano i vicini di casa della vittima, messo alle strette dagli investigatori coordinati dal Procuratore capo del Tribunale, Teresa Angela Camelio e dal capo della Mobile biellese, Marika Viscovo, ieri ha reso una piena confessione, spiegando senza tentennamenti la dinamica di quel furto notturno finito nel sangue. Non avrebbe potuto fare altrimenti: la Polizia, oltre ad aver trovato nell’abitazione della sua famiglia alcuni oggetti di “Dino”, aveva già appurato che il 36enne aveva utilizzato il bancomat dell’anziano, per alcuni prelievi avvenuti nel Biellese ed a Genova.
L’omicida, dopo aver spiegato che già in altre occasioni si era introdotto nella abitazione di Secondo Baglione per rubare, è stato accompagnato al Carcere di via Dei tigli, dove ora si trova, gravato dalle pesantissime accuse – sostenute dal Pm Federico Carrai – di omicidio aggravato, tentata rapina aggravata e furto in abitazione. Un delitto figlio sicuramente di un momento di follia, ma anche e soprattutto dello stato di sconfortante disagio, in cui vivono oggi tanti giovani di questa Provincia in cui un tempo, neanche tanto lontano, ci si poteva ancora fidare dei vicini di casa…

I commenti sono chiusi.