BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Ma anche i giovani di destra, adesso, amano Ernesto ‘Che’ Guevara?”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Sono semplicemente senza parole e con un profondo dolore! Tutto in politica può cambiare, ma credo che vi siano in ogni caso limiti storico-politici ben precisi ed invalicabili. Oggi credo che tutti questi limiti in realtà siano stati ‘superati’. Mi accade infatti di leggere (per precisione preferisco indicare la fonte: “La Verità” di sabato 13 ottobre 2018 alla pagina 22) che “i ragazzi di Gioventù Nazionale, movimento di Fdi, avrebbero un nuovo idolo: il “Che”. Ed ovviamente ridiventa necessario e doveroso ricordare a questi ragazzi che Ernesto “Che” Guevara, oltre ad essere al servizio del comunismo, era di certo uomo “spietato, violento ed autoritario”. Ma non solo: egli fu organizzatore e ‘direttore’ di ben quattro campi di concentramento a Cuba, dove venne messo a morte un numero spaventoso di avversari politici o presunti tali.
Ed ecco, come risulta dai documenti, controllati e verificati dal Vice-Direttore del quotidiano “La Verità”, come il “Che” spiegava la sua … ‘visione democratica’: “L’odio come fattore di lotta, che spinge l’essere umano oltre i limiti naturali e lo trasforma in un’efficace e fredda macchina per uccidere”. Per questo noi trentenni dell’epoca, per fortuna non ancora, come oggi, fin troppo facile ‘preda’ della propaganda di sinistra e di certo all’oscuro dei crimini agghiaccianti dell’”eroe”della sinistra, partivamo dal ‘preconcetto’ (giustissimo come la Storia ha dimostrato) che il comunismo non poteva che partorire odio e morte e che non potesse in ogni caso offrire altro se non spietata dittatura e violenza terribile, e dunque sapevamo non farci coinvolgere dall’immagine certamente “bella” ed “attraente” che aveva ‘battezzato’ Guevara, che dunque disprezzavamo sia per le sue idee e soprattutto per quel che aveva già offerto al mondo con le immagini dei crimini già consumati.
Ora sembrerebbe che i giovani di Destra risultino irrazionalmente affascinati da questo uomo politico, espressione visibile della capacità comunista di attrarre, di condizionare e di ingannare persino quei ragazzi che dovrebbero essere immuni in quanto già… “politicamente vaccinati”. Mi pare quindi giusto e doveroso dire a questi giovani che probabilmente stanno sbagliando e che la strada da percorrere non solo non è quella, ma
che il percorso storico-politico che si accingono ora a percorrere con “El Che” rischia di toccare i limiti della ‘criminalità umana e politica’ che il comunismo offre al mondo intero.

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