BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Ponte Morandi: si litiga per i lavori da fare. Povera Genova, povera Italia”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Debbo confessare che ormai vivo con la nettissima sensazione che siamo del tutto sprovvisti di uomini e di strumenti tecnici che siano di aiuto tecnico e consapevole a tutti noi, poveri cittadini, per tutte le questioni serie e gravi che gravano sulle nostre teste, come malauguratamente ci è accaduto di verificare e di ‘soffrire’ a Genova. Mi riferisco al recentissimo provvedimento del Commissario all’Anticorruzione Prof. Raffaele Cantone che, interessato alla famosa questione del ‘ponte Morandi’, ha immediatamente rivolto forti critiche per il numero e per l’ampiezza dei poteri assegnati al Commissario Unico e Sindaco di Genova Sig. Marco Bucci: e sembra potersi affermare che la critica ferocissima cui è stato sottoposto il provvedimento riguardi proprio ‘la mancanza sostanziale di democrazia’ (!!!) rilevata e contestata dal Prof. Cantone.
Ed ormai la follia della nostra Repubblica consiste nel fatto che non c’è un solo cittadino che non rivolga critiche ai tempi ‘lunghi’ e ‘morti’, e certamente indecenti, che caratterizzano le normative anche in casi assolutamente eccezionali e addirittura (e per fortuna!) unici, esattamente come quello del ‘ponte Morandi’. Credo che sia difficile, per
ogni Italiano, ‘digerire’ la insopportabile follia di una legislazione nazionale, regionale, amministrativa, civile e penale come quella che ha caratterizzato globalmente il terribile evento di Genova e la sostanziale difficoltà di comprendere il raziocinio del Prof. Cantone, l’ultimo responsabile dell’Anticorruzione, ‘spuntato’ in questi ultimi giorni. Nessuno, in buona sostanza, è stato capace di affrontare con forza, velocità e determinazione l’accaduto, riuscendo invece a ‘perdersi’ dietro i vari ‘profili’ legali della questione, anziché dare la precedenza assoluta a tutti coloro che, (a parte i poveri morti che meritano sempre il doveroso rispetto di butti noi), sono ancora senza casa e addirittura – molti di essi – senza… abiti (!). Ma ora è evidente che uno ‘stop’ (come pare abbiano iniziato ad ipotizzare!) ad iniziative necessarie ed urgentissime sarebbe assolutamente negativo: Ho sempre pensato che non più di tre persone avrebbero dovuto occuparsi della questione, assumendosi ogni responsabilità anche di scegliere gli operatori tecnici, necessari per il loro lavoro. Soltanto con questo criterio è possibile immaginare di riuscire a sistemare le varie e difficili questioni in tempi tecnici ragionevoli (ed anzi già lunghi!), atti a dimostrare che lo Stato nazionale e la Regione Liguria ‘esistono’ e sono particolarmente efficienti ed efficaci! Ma, a mio modestissimo parere, mi sia consentito di affermare che ci vuol ben altro che un sistema ‘democratico’ e per di più ripartito su diversi momenti temporalmente distanti e differenti, spesso l’un contro l’altro ‘armati’! Ci sono situazioni che ‘esigono’ meccanismi di intervento assolutamente senza nessuna forma di ‘democrazia’! E quella di Genova è una di quelle!

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