BI24_FLASH_CALCIO E DINTORNI. Biellese: bye bye Braghin. Esonerato l’ex mister della Pro. Il suo successore? Cretaz o Koetting

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Nella storia del calcio “nemico”, quello di Vercelli; ai margini, del calcio della sua città, quello di Biella. Nemo profeta in patria: dopo cinque partite di campionato, con tre chiare sconfitte in casa e due stentate vittorie in trasferta, l’avventura di Maurizio Braghin sulla panchina della Biellese è finita ufficialmente ieri, con un asciutto (e non privo di spunti polemici) comunicato stampa, da parte della società bianconera.
Chi ha visto la squadra in campo tra lo scorso anno e questo, tira finalmente un sospiro di sollievo: era ora. Mai bella, la Biellese di “Ciccio il vercellese”; ma convincente, a volte vittoriosa, troppe volte timida di fronte agli avversari. Il mercato estivo del club laniero, non è stato superlativo, al massimo buono, ma tanti altri allenatori, con questo gruppo avrebbero fatto molto meglio. Senza aver bisogno del pedigree o del curriculum vitae mirabolante…
Salutato Braghin, la Biellese riparte da una trasferta (meno male) in cui la panchina sarà affidata all’ex gioiello del vivaio bianconero Matteo Ferrari. Poi inizierà un nuovo corso, l’ennesimo, con due strade da prendere: quella che conduce a Roberto Cretaz e quella che conduce a Giovanni Koetting. Due percorsi molto, molto diversi. E la dirigenza di viale Macallé, dovrà riflettere molto, molto bene, su quale prendere…
Con Koetting, arriverebbe un calcio “vecchio” ma efficace, non molto dissimile da quello visto con Braghin. Ma “condito” con potenzialità economiche decisamente migliori: con l’ex allenatore di Santhià e Bellinzago, insomma, si resiste fino a dicembre, si rafforza la squadra e la serie D, in qualche maniera, la si raggiunge.
Con la “Tenaglia” del centrocampo inarrivabile di Roberto Bacchin, invece, non arriverebbero soldi in più, ma molto più calcio moderno, molta più organizzazione, quell’entusiasmo che ha accompagnato, negli anni, i tanti spogliatoi in cui ha “vissuto” (giocatore o mister poco importa), il “mito” Roberto Cretaz.

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