BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Economia: le parole di Pichetto spiegano il calo di Forza Italia…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
Leggo sempre con attenzione i commenti del Senatore Gilberto Pichetto Fratin in ordine ai problemi di natura economica che, a suo dire, ‘affliggerebbero’ e ‘travaglierebbero’ la solidità delle nostre forze di governo. E debbo dire che, francamente, ora comprendo la ragione per la quale Forza Italia, e quindi proprio il partito di Pichetto, è sceso fortemente nei consensi ed anzi ancora sta scendendo al di sotto della ‘decina’ di numero percentuale di gradimento popolare.
Pichetto sa perfettamente, e non da oggi, che non ho né amicizie né di certo vocazioni
politiche verso la Lega e verso Movimento 5 Stelle: io, a differenza sua, non ho mai cambiato idea, e resta un convintissimo sostenitore dell’estrema destra. Resta dunque incredibile che il rappresentante di un partito retto, per essere ‘moderno’, da un ultraottantenne come Silvio Berlusconi che sta per candidarsi per una intera legislatura, (senza che nessuno dei suoi adepti intervenga con forza a dirgli quel che probabilmente tutti i dirigenti pensano, e cioè che la sua carriera è ormai esaurita (!!!), possa in tutta coscienza capire, come sostiene il Sen. Pichetto, se sia ‘normale’ che possa considerare, come lui ritiene, ‘preoccupante’ “un Def e una legge di bilancio che premia gli interessi del M5S e della Lega e non dà spazio al rilancio di consumi e investimenti”, salvo poi concludere, soltanto due righe dopo, con questa frase: “Continuiamo a rivolgerci alla Lega, al fine di evitare che l’Italia cada nel baratro per colpa del pauperismo ed assistenzialismo grillini”. E dunque ‘Lega no’ e, dopo due righe, ‘Lega sì’. Ripeto: non sono né leghista né grillino, ma non amo neppure farmi prendere in giro da colui che dovrebbe vivere con ancora la preoccupazione di vivere la propria vita politica legata alla esistenza fisica di un ottantatreenne sempre più macilento e disfatto come Silvio Berlusconi, pur dovendo riconoscere a quest’ultimo (ma per i passati quindici anni!) tutti meriti che è giusto e doveroso in effetti riconoscergli.

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