BI24_FLASH_L’ALLARME. “Il Naso in Tasca”: attenzione, nessun “clowndottore” chiede soldi nel parcheggio del nuovo Ospedale…”

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_Direttivo asilo “Il Naso in Tasca”
Con estremo dispiacere segnaliamo che oggi nel parcheggio dell’ospedale di Biella alcuni operatori in abiti civili chiedevano denaro per aiutare i clowndottori a portare la loro missione negli ospedali, il tutto spacciandosi per diverse organizzazioni totalmente a noi estranee e forse inesistenti o all’oscuro di tutto.
Una di queste persone ha fermato un nostro clowndottore in abiti civili mentre usciva dall’ospedale. Resosi immediatamente conto di avere di fronte dei truffatori, anche perché chiedevano un’offerta, ha cercato di convincerli ad andarsene ed è stato aggredito verbalmente con toni ingiuriosi e minacciosi. Ha quindi chiamato le forze dell’ordine che si sono presentate per accertamenti di cui al momento non abbiamo esito.
Ribadiamo che i clowndottori portano gratuitamente pezzi di colore e di gioia nella vita delle persone che vivono una situazione di disagio. I nostri volontari sono specificatamente formati con competenze comico-artistiche per rapportarsi con la malattia e la disabilità e partecipano ad aggiornamenti di formazione specifici sulla relazione di aiuto ed ascolto.
Il compito dei clowndottori è quello di sdrammatizzare le pratiche sanitarie, mutare segno alle emozioni negative, quali paura, rabbia, delusione, tristezza, farle esprimere, gestirle e virarle al positivo, verso il sorriso, il coraggio, la speranza, la gioia. Il loro intervento incide profondamente sulle aspettative, sulle motivazioni e sui vissuti dei degenti/utenti, tanto da migliorarne la salute
Invitiamo a diffidare: di coloro che anticipano le vostre domande sulla destinazione dei fondi, mostrandovi prontamente delle ricevute “incorniciate”; di coloro che non sanno spiegare in modo chiaro e preciso presso quale/i ospedale/i svolgono servizio; di coloro che agiscono dove è più facile mimetizzarsi; agire nella confusione per portare nelle loro tasche centinaia di euro. Purtroppo l’argomento funziona: nessuno negherà il proprio aiuto economico per un bambino malato… soprattutto nella confusione.
Teniamo a precisare che, nel pieno rispetto del codice deontologico della nostra Organizzazione di Volontariato e di quanto raccomandato dalla FNC (Federazione Nazionale Clowndottori), i clowndottori: non accettano offerte nello svolgimento della loro attività; non raccolgono soldi porta a porta; non chiedono offerte fermando la gente tra le corsie dei supermercati, per la strada, ai semafori o nei parcheggi; non portano dolci ai bambini in pediatria (la dieta ospedaliera non lo consente); non portano giochi ai bambini in pediatria (l’igiene ospedaliera non lo consente); non chiedono offerte “in generale”, ma promuovono specifici progetti; non raccolgono fondi in città molto distanti dalla sede della loro associazione; svolgono attività in precise strutture sanitarie, vicino a dove ha sede l’associazione (pur se l’attività viene svolta in regime di volontariato, il costo orario dovuto agli oneri accessori quali carburante, pedaggi autostradali, costi dell’automezzo diventa esageratamente elevato e non rispetta i parametri del bilancio sociale in relazione al rapporto costo / beneficio).
Quando chiedono delle offerte istituiscono appositi banchetti con loghi e riferimenti telefonici di responsabili direttamente contattabili; quando chiedono delle offerte solitamente queste vengono anticipate da comunicati stampa con i quali si illustrano alla popolazione le finalità e gli specifici progetti oggetto della raccolta; chi si propone con azioni sopra esposte può essere passibile dei seguenti reati: falso ideologico (caso di associazione esistente e regolarmente costituita che però non opera seguendo la finalità per cui ha chiesto il sostegno); sostituzione di persona (laddove si appropriassero di qualità personali avente valore giuridico – es. presidente dell’associazione…); truffa (caso di persone che si presentano a nome di un’associazione inesistente); evasione fiscale (chi rilascia una ricevuta “fasulla” per proventi che non saranno mai dichiarati.

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