BI24_FLASH_CATTOLICI OGGI/3. I giorni della fede… L’identità di Gesù Cristo: è chiaramente un uomo che “viene dall’alto”

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_Fratel Emanuele Dondolin
Dal Vangelo secondo Marco

Mc 8,27-35. In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
COMMENTO AL VANGELO DOMENICALE_
Il Vangelo di oggi ci ripropone la questione dell’identità di Gesù. Ogni uomo di buona volontà deve riconoscere che è un uomo “che viene dall’alto”, Colui che il Padre ha inviato. E’ il primo passaggio abbligato della fede. Ora c’è da fare il secondo: riconosciuta l’origine e l’identità di Gesù non si tratta che di seguirlo dove Egli va: verso la Pasqua, cioè a dire attraverso il male umano. Gesù pone questa questione a Cesarea di Filippo, la città più a nord di questo viaggio. I suoi apostoli lo hanno accettato e ricosciuta la sua identità, accettano di seguirlo anche a malincuore sulla via della Pasqua.Paolo ha ragione: è la fede che salva. Credere in Dio, credere nell’amore, credere che il Signore è Colui che si è fatto servitore, questa fede è messa alla prova dalla vita cioè da cose molto semplici “fratelli e sorelle” che vogliono mangiare e bere, dormire sotto un tetto e portare abiti decenti, E non parlando di condiscendenza immaginando gesti di pietà non obbligatori: nel mondo in cui viviamo si tratta quasi sempre di giustizia come espressione elementare dell’amore.
AVVISO_
Si ricorda che le sante messe domenicali sono nella Chiesa Cattedrale alle ore 9-10.15-11.30-18 con la prefestiva sempre delle18.
Chiesa della Santissima Trinità alle ore 7.30 e 20.30
Chiesa di San Filippo Neri alle ore 8 30- 10-11-18.30
con la prefestiva sempre delle 18.30
Chiesa di San Sebastiano alle 12

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