BI24_FLASH_LA VITA SPIRITUALE. Il Vangelo del giorno: la forte chiamata di Cristo, “Siate fedeli a me come io lo sono a voi”

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_Luca Dal Bon
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».
IL COMMENTO_
Forte il richiamo alla fedeltà ai luoghi e alle offerte; forte la chiamata che Cristo ci fa chiedendoci di essere fedeli a Lui come Lui è fedele a noi. La fedeltà non è servilismo ma è la proclamazione dell’unità con Dio. E’ essere uniti a Colui che ci ha creati dicendo il nostro si al mondo per sottolineare così chi siamo e con chi stiamo senza vergognarcene. Se non ci vergogniamo delle nostre radici potremo cosi costruire le basi per una società fondata sui veri valori culturali oggi purtroppo persi perché legati a quel pensiero unico dove si pensa con il pensiero più si massa che singolo. Riflettiamo su queste frasi e sulla loro contestualizzazione perché così potremmo cambiare veramente la società. Come? Riconoscendo la nostra radice.

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