BI24_FLASH_LA VITA SPIRITUALE. Il Vangelo del giorno. Mangiare e bere Gesù Cristo, è la ricetta per la vita eterna

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Dal Vangelo secondo Giovanni_
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
IL COMMENTO
_di Emanuele Dondolin e Luca Dal Bon
Nel Vangelo di oggi Gesù ci dice che se vogliamo vivere in eterno dobbiamo “mangiare la sua carne” e “bere il suo sangue”. A queste affermazioni così perentorie coloro che lo ascoltano si domandano come sia possibile tutto questo. Noi oggi lo sappiamo, è il dono della Santa Comunione, che è la presenza reale di Gesù, in corpo, sangue, anima e divinità. “Il mio corpo è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda”. Questo è possibile perché Gesù viene da Dio Padre, è il suo unigenito figlio, generato e non creato, della stessa sostanza del Padre, come recitato nel Credo. Così come Gesù viene dal Padre e al Padre ritornerà, se noi vogliamo andare al Padre abbiamo bisogno di un pass: e questo pass è proprio il corpo e il sangue di Gesù. Senza il suo sacrificio sulla Croce questo non sarebbe stato possibile. Ma la morte non avrà l’ultima parola, e dopo di essa avverrà la Resurrezione. Questa è la nostra fede. In nient’altro dobbiamo credere.
LA MEMORIA DEL GIORNO
_Fratel Emanuele Dondolin

Inserire dopo il commento anche la memoria é oggi fondamentale perché significa non essere passivi come comunità cristiana e civile ai tanti liguri che con il cuore addolorato hanno perso un loro caro o la loro abitazione a causa della tragedia avvenuta con la caduta del ponte. Quanto è successo deve farci riflettere sul nostro impegno verso la comunità civile e cattolica con le seguenti domande: ” Quanto ci impegniamo per aiutare gli altri? Quanto il nostro legame con Dio è forte verso il più debole che ci chiede aiuto? Quanto siamo seriamente cristiani? Quanto le parole passano ai fatti? Quanto i nostri commenti sui social network sono stati di aiuto verso questa popolazione ferita dal male colpito? ” Capendo che possano essere domande scomode impegniamoci a una doverosa riflessione per formare da oggi una grande Catena di Solidarietà verso chi è più svantaggiato perché non si può pensare di cambiare le cose se noi non ci impegniamo a cambiare noi stessi secondo gli insegnamenti della Chiesa e di Cristo che nel prete ha il suo divino rappresentante.

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