BI24_FLASH_L’ITALIA VISTA DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Ecco la dittatura: chi attacca Mattarella, rischia 20 anni di carcere…”

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_Sandro Delmastro delle Vedove
E’ incredibile: siamo alla follia pura e ci stiamo trasformando, quasi senza accorgercene, in una dittatura spietata! Ecco la prova che non abbiamo di fronte un gioco da ragazzi, sol che si legga con attenzione il quotidiano “La Verità” di mercoledì 8 agosto 2018 alla pagina 1: “I nostri diritti in pericolo – Chi critica Mattarella rischia 20 anni di galera”. Questo il sottotitolo: “Attentato alla libertà del presidente: l’ipotesi di reato della Procura di Roma nei confronti di chi ha attaccato su Twitter la decisione del Colle di silurare Savona prevede una pena altissima.
A Palermo altre persone indagate pure per istigazione a delinquere”. C’è veramente di che preoccuparsi! Ed il Capo dello Stato, sempre più incredibilmente, non dice una sola parola sul punto, sostanzialmente ‘condividendo’ (ed anzi compiacendosi) quel che si profila in silenzio nell’ambito della Magistratura: questo è il pericolosissimo avvio di una vera e propria dittatura, ingiusta e spietata. Non ho stima di Sergio Mattarella ma ora temo che non basti più. Il Presidente della Repubblica non dice una sola parola per scongiurare l’ipotesi di questa lenta dittatura che porta fino a 20 anni la pena detentiva per l’espressione di un giudizio certamente non offensivo, anche se duro ed estremamente determinato.
E, qualche giornale a parte (ma pochi, molto pochi!), sembra che nessun uomo politico o giornalista in realtà voglia partecipare alla discussione ed al dibattito. Ciò che lascia francamente sgomenti e senza parole è il clima culturale e politico che è immediatamente nato anche, purtroppo, con il supporto dei gruppi di Destra, che ormai pare abbiano rinunciato alle doverose e storiche battaglie in nome della libertà di opinione. Ricordo a tutti che addirittura a volte le Corti d’Assise, e comunque i Tribunali, infliggono pene più lievi (non sempre, per fortuna!) per i reati di omicidio volontario rispetto al minor reato ‘di natura politica’ che oggi siamo chiamati a giudicare.
E dunque c’è da chiedersi se sia ormai in atto (come pare) una ‘nuova modalità’ relativa alla trasformazione dello Stato da ‘democrazia parlamentare’ a ‘dittatura globale’, coinvolgente anche tutti coloro che, per il vero, dovrebbero far parte dell’opposizione ad ogni tentativo culturale di annientamento della libertà. Si ha la sensazione, netta e pesantissima, che il Presidente Mattarella, che sostanzialmente (ma più che significativamente!) non dice una sola parola in proposito, sia ben lontano dagli orientamenti democratici che pure hanno insegnato a noi, come un imprescindibile dovere, contro ogni tentativo di ridurre se non annullare le libertà politiche ed istituzionali. Come purtroppo sono ormai abituato a dire: “Mala tempora currunt”!

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